PERIODO ARAGONESE - AGEROLA

 

HOME | MAPSITE | ABOUT US | HISTORY | GUIDES | LINKS | CREDITS | MAPS | EVENTS | REGISTER | PORTAL

   
 

 

PERIODO ARAGONESE

 

 

Alla morte di Giovanna II, avvenuta il 2 febbraio 1435 dopo venti anni di regno, risultò erede testamentario sul regno Alfonso D'Aragona, il Magnanimo. Agerola il 10 novembre 1436 innalzò i simboli aragonesi, altre città dell'ex Ducato si schierarono con gli Angioini.

 

RE ALFONSO D'ARAGONA - AGEROLA RE ALFONSO D'ARAGONA - AGEROLA


Nel 1438 Renato d'Angiò divenne re di Napoli e Alfonso D'Aragona, dopo aver preparato il matrimonio tra sua zia Eleonora d'Aragona con il conte Raimondo del Balzo Orsini, donò a loro il Dato Amalfitano e le sue terre, che, in effetti, la sposa già portava in dote per precedente donazione.

 

ELEONORA D'ARAGONA - AGEROLA TOMBA DI RAIMONDO DEL BALZO ORSINI - AGEROLA

 

E mentre Alfonso si ritirò a Gaeta, gli Agerolesi si ribellarono al dono. che in effetti equivaleva ad un infeudamento, tanto più che Agerola era stata tassata per centotrentacinque ducati annui.
Durante il governo di Eleonora si verificò una terribile pestilenza quale provocò il blocco dei traffici e l'immiseramento della popolazione. Ciò nonostante, quando a luglio del 1454 Eleonora in visita ad Amalfi, gli Agerolesi le consegnarono doni in segno di devozione.
Nel 1458 morì Alfonso I d'Aragona e gli successe il figlio.
Sotto questi due re fiorì ad Agerola l'industria della seta. Alfonso fece addirittura arrivare dalla Spagna delle pecore merino che presto si diffusero nel regno.
Un importante documento relativo all'arte della seta ad Agerola è trascritto nelle Memorie di Matteo Camera. Esso riporta tra l'altro: "L'arte principale de questa terra è l'arte di filatori di seta, et vi si lavorano ogni anno circa duemilacinquecento libbre di seta; et tiene perciò in lavoro quaranta filatorii da lavorare et torcere in essi ventimila libbre di seta l'anno; le donne guadagnano in detto lavoro ogni anno ducati tre mila; gli uomini lavoranti ducati mille et trecento; li mercanti che la fanno lavorare guadagnano per ciascheduna libbra almeno tre carlini".
Su quest'arte si accanirono i governanti di allora con l'imporre tributi, il cui arrendamento fu assicurato mediante gabelle.
Gli Agerolesi durante la guerra tra Angioini ed Aragonesi, si schierarono a favore dei d'Angiò, voltando la faccia a Ferdinando, nonostante questi avesse concesso immunità e franchigie il 20 marzo 1459.
Per tutta risposta, i d'Angiò fecero amministrare Agerola da tale Troilo di Montefalcone.

 

TROILO DI MONTEFALCONE - AGEROLA

 

Le alterne vicende della guerra ebbero termine il 6 luglio 1464, quando Ferdinando batté Giovanni d'Angiò nelle acque dell'isola d'Ischia.
Durante le fasi della guerra, nel vicino borgo Pino si verificò uno spaventoso incendio provocato dall'odio tra  famiglie locali. La distruzione totale del piccolo centro fu attribuita fantasiosamente all'opera devastante di un cane, alla cui coda erano attaccate erbe accese.
Ferdinando I, per ripagare il papa dell'aiuto ricevuto durante il conflitto, diede in sposa al Piccolomini la figlia Maria, alla quale concesse in dote il Ducato di Amalfi "cum omnibus Civitatibus, Casalibus Terram Ageruli".

 

Maria Benigna Sachsen-Lauenburg in Piccolomini - AGEROLA Ottavio Piccolomini Pieri - AGEROLA

 

Agerola fu assoggettata a tributi per complessivi ducati centotrentacinque oltre alla contribuzione di ducati quattro mensili per la difesa della bastia amalfitana.
Ogni fuoco, inoltre, dovette pagare carlini quindici e grana una per conservare il diritto ad un tomolo di sale rosso.
Contro questa tassazione I 'Universita di Agerola fece opposizione, riuscendo ad avere una riduzione di carlini cinque e grana una per fuoco.
Nel 1462, satta i Piccolomini, vari pesi fiscali gravarono su derrate ed attivita. Infatti si vennero a pagare iussi guile ferriere, diritti di portolania, diritti di mastrodattia, iussi guile gualchiere, iussi guile tintorie, diritti sopra le calcare, diritti sopra gli opifici, diritti sopra gli atti, diritti di macellazione e salagione, due pezzi per ogni cento manufatti di creta, due rotoli e mezzo per ogni cantara di frutta, due scope e mezzo per ogni centinaio e tasse di espediente.
In positivo i Piccolomini assicurarono la quiete pubblica Dei comuni di Agerola e Praiano, inviando ad Agerola un capitano ed un governatore con giurisdizione su ambedue i comuni.

 

Ottavio Piccolomini Pieri - AGEROLA Ottavio Piccolomini Pieri - AGEROLA


Anche allora l'industria della salata di carni di maiale era molto sviluppata. Infatti vigeva un accordo commerciale tra Amalfi e Genova per la fornitura di carni salate ed affumicate provenienti da Agerola.
Anche Piccolomini fu attento al controllo dei pesi e misure, percio tenne sott'occhio particolarmente i mercanti, i molinari ed i calcari.
Nel1470 il duca rimase vedovo della bella duchessa Maria. Agerola a quel tempo contava centotrentaquattro fuochi ed aveva diritto a compartecipare alIa nomina del comandante della galea per la difesa della bastia amalfitana. Ma nel1480 il duca Andrea Damiano Domino arbitrariamente il comandante. I sindaci di Agerola e delle altre citta e terre dell' Amalfitano protestarono e Del 1481 si rifece l'elezione in parola. '
A quanta pare gli' Agerolesi furono attaccati ai Piccolomini, tanto che, all' atto del matrimonio delle figlie del duca e delle sue seconde nozze, raccolsero una somma per il donativo. Ferdinando I, da parte sua, disciplino il commercio e passo all'imposizione di nuove tasse. Cosa che provoco il disappunto della popolazione e la ribellione dei baroni.
A complicare la situazione si aggiunse l'assalto della flotta turca ad Otranto il 28 luglio 1480.

 

FLOTTA TURCA - AGEROLA

 

Il re allora chiese aiuto ai principi, alla gente comune e, persino, ai delinquenti. A questi ultimi promise addirittura la remissione dei delitti.
Chiese agli ufficiali del Ducato di cercare il famigerato brigante agerolese Baldassarre. Con la lettera del 10 agosto 1480 egli disse: "come bene sapite per queste cose de 10 thurco habiamo bisogno di gente assai; havimo inteso che certi persuni uno chiamato Baldassarre de Agerola per certi delitti quali e stato inculpato volimo che assolutamente subta bona custodia 10 dobiate mandate qua a Napoli.
Si fece consegnare dalle chiese, tra le quali anche quelle di Agerola, candelabri d'argento, calici d'oro e d'argento, incensieri, ecc., promettendo la restituzione con moneta contante. Otranto fu liberata ill0 settembre 1481, ma dell'indennizzo promesso non si seppe più nulla.
Dopo la guerra fu necessario occuparsi di opere di pace e ad Agerola vennero fondate corporazioni di beneficenza, come quella del 55. Nome di Dio e dei Morti a Campora e del Monte di Piela nella chiesa di S. Maria la Manna, nell'omonimo borgo.
Nel1484 era fiduciario dei Piccolomini tale Nicola Pagliaminuta e da questo venne una proposta interessante per gli Agerolesi: costruire una strada cavalcabile da Amalfi a Gragnano attraverso Agerola.
Ma i nostri concittadini si opposero, "guardinghi e risoluti" a difendere i loro focolari. Essi trovarono il lor proprio conto a non allargare le strade e le vie interne, ne ad aprirsi facili e comodi accessi cogli altri paesi limitrofi "Temevano irruzioni ed assalti esterni e, soprattutto, infezioni epidemiche, allora molto frequenti.
Nel 1493 morto il Piccolomini e gli successe il figlio Alfonso che sposo Giovanna d'Aragona. Siamo ormai verso la fine del dominio aragonese, durato cinquantanove anni; la fine fu segnata nel 1503, quando il Regno di Napoli fu conquistato dagli Spagnoli.

 

 
   

HOME | MAPSITE | ABOUT US | HISTORY | GUIDES | LINKS | CREDITS | MAPS | EVENTS | REGISTER | PORTAL

 

AGEROLA

 

 

Per visualizzare lo stato