SETTECENTO - AGEROLA

 

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PERIODO BORBONICO

 

Con l'avvento sul trono di Napoli dell'infante Carlo di Borbone, divenuto re nel 1734 sotto il nome di Carlo III, ebbe termine il vicereame durato duecentotrenta anni ed inizio l'opera dei Borboni. Carlo fu amato dalle popolazioni per alcuni benefici accordati ai comuni e per la sua affabilita.

 

TORRE BORBONICA DI PONZA - AGEROLA

 

Egli conio nuove monete, represse la baldanza dei malviventi, pose fine agli abusi dei baroni e dei funzionari scorretti. Ai suoi tempi erano ancora sentiti i gravi disagi provocati dal violento terremoto del 29 dicembre del 1732.
A Carlo III si devono la costruzione della grandiosa reggia di Caserta e l'avvio degli scavi di Pompei ed Ercolano. Nel '700 gli arcivescovi di Amalfi mons. Michele Bologna, Pietro Agostino Sforza ed Antonio Puoti lasciarono interessanti notizie su Agerola, le sue chiese, le istituzioni, il clero, il laicato, l'istruzione.
Dalle loro relazioni si apprende anche che ad Agerola era molto diffuso l'analfabetismo e che molti sacerdoti ebbero l' ordine di farsi carico dell' istruzione dei fanciulli e delle fanciulle personalmente o per mezzo di buoni ed illustri uomini di ciascuna parrocchia.
II 6 settembre 1759 Carlo III rinunzio al trono di Napoli a favore del figlio Ferdinando IV di Borbone.

 

IMBARCAZIONE DI FERDINANDO IV - AGEROLA

 

Durante il regno di Ferdinando due calamita drammatiche colpirono Agerola, la disastrosa alluvione del 19 gennaio 1764 e la terribile pestilenza scoppiata nell' estate dello stesso anno. Dai libri dei morti delle parrocchie di S. Matteo Apostolo di Bomerano e di S. Pietro Apostolo di Pianillo risulta che si verificarono centoquarantadue decessi Del casale Bomerano e quarantatre Del casale Pianillo, tutti tra la primavera e l'estate.

 

BORBONE CON ARMATURA - AGEROLA

 

La nostra Università, pur impegnata a combattere il flagello della peste, dovette contribuire a mantenere due feluche di stanza a Conca per 10 trasporto del grano da Salerno per comodo delle Università di Agerola, Conca, Furore e Praiano.
E poichè i Saraceni allentarono le loro incursioni sul nostro mare, il traffico amalfitano divenne più sicuro, con beneficio indiretto anche di Agerola, che nel 1762 contava 3024 abitanti. Gli Agerolesi, perdurando le difficoltà di viabilità coi centri vicini, furono costretti ad importare ed esportare derrate  ancora su impraticabili strade di montagna con tulle le conseguenze del genere. A sua volta la comunità dovette pagare gabelle e dazi ai gabelloti ed ai quattro esattori scelti dall'Università. Dai verbali della stessa Universita abbiamo rilevato il gettito delle gabelle e dazi, nonche di altri pesi fiscali realizzati Del 1780:


Gabella della came, bagliva ed altri iussi ducati 231
Gabella della farina "1.780
Gabella della mercatura o zecca "17
Gabella del vino ."170
Tassa della bonatenenza, imposta sui terreni "89
Totale " 2.287


Il gettito totale del 1799, anno della proclamazione della Repubblica Napoletana, ascese a ducati 2323.
Di contro ecco le uscite comunali:
Spesa per riparazione ordinaria delle vie pubbliche
Spesa per sistemazione delle strade attraversate dalla processione del Corpus Domini
Uscita per la manutenzione dei canali, dei molini, della casa comunale
Uscita per la manutenzione della chiesa di Tutti i Santi e di S. Maria a Miano
Eventuali contributi per accomodi ad altre chiese
Rate per il mantenimento delle carceri di Amalfi
Rateizzo per costruzione della strada dell a Costiera e delle Calabrie
Spesa per le Missioni, la Predica Quaresimale, incenso, paramenti
Spesa per la festività del Corpus Domini
Soldo ai focilieri e caporali addetti all' estirpazione dei delinquenti
Spesa per le feluche
Uscita per acquisto delle armi della gente tenuta a custodire la giurisdizione e la persecuzione dei malviventi Soldo al giurato, al cancellere, al medico, al governatore e ai fiscalieri
Spesa per acquisto di suppellettile, carbonelle ed olio per lamparde nell'ufficio Uscite eventuali
Alla paga ai maestri delle due scuole primarie provvedevano allora li magnifici Governatori della Cappella di S. Antonio Abate eretta nella chiesa di S. Agostino Maggiore alla Zecca di Napoli degli Agerolesi, con una spesa annua di ducati ottanta. Il 2 aprile 1780 il re abolì il diritto proibitivo del tabacco per Agerola e tassò l'Università al pagamento di ducati 149 e grana 80 1/2' a ragione di carlini cinque per ogni fuoco da doversi fare tassa separata e distinta dalli altri pesi
fiscali. Il 29 maggio. 1791 giunsero ad Agerola quattro catastieri nominati dal Supremo Consiglio delle Finanze e, questa
volta, si diede inizio al catastuolo con impegno. Così il catasto comincio ad essere
aggiornato con rigore. Gli arcivescovi Bologna, Sforza e Puoti ressero la Diocesi Amalfitana rispettivamente dal 1701 al 1731, dal 1747
al 1754, dal 1758 al 1792. Attraverso Ie relazioni di Puoti apprendiamo le rendite delle nostre parrocchie: S. Matteo ducati 100, S. Pietro ducati 120, S. Maria la Manna ducati 350, S. Nicola ducati 80, S. Martino ducati 90, SS. Annunziata ducati 150. Agerola nel 1720 aveva 2572 abitanti e 30 sacerdoti. Il 20 agosto 1797 i nostri amministratori chiesero al re di aumentare il numero delle scuole per  portarlo a quattro unita.

 

 
   

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