| |
PERIODO DURAZZESCO

Nel 1381 il duca Carlo di Durazzo, vivendo
presso la corte della regina Giovanna, s'impadronì del regno.
I sindaci ed i rappresentanti del Ducato Amalfitano gli espressero il
loro favore e chiesero in cambio di essere mantenuti nel Regio Demanio
col godimento degli antichi privilegi. Carlo diede il suo assenso il 3
agosto dell'anno 1381.
Nell'anno seguente tutta la Penisola Sorrentina fu contesa tra
durazzeschi ed Angioini e quando, il 2 aprile, Castellammare fu assalita
dagli Angioini, molte famiglie stabiesi si ricoverarono ad Agerola.
Alla morte di Giovanna (27 luglio 1382) Carlo fu proclamato di Napoli.
Dovendo quest'ultimo armare due navi, nel 1383 impose ai comuni dell'ex
Ducato nuovi tributi e nel 1384 per combatere il suo avversario Ludovico
d'Angiò, chiese addirittura prestiti a privati cittadini. Tra i suoi
creditori troviamo il ricchissimo mercante di seta, l'Agerolese Lisolo
Lantaro.
Lisolo Lantaro, fondatore della Cappella di
S. Antonio Abate S. Agostino alla Zecca, era proprietario di feudi in
Terra di Lavo ed era ascritto al sedile della Nobiltà di Portanova a
Napoli. L'ammontare del debito di Carlo di Durazzo verso il Lantaro era
di cinquecentoquattordici once, quattordici tarì e sedici grana.
Durante la guerra morirono sia Carlo che Ludovico, per cui assunse il
regno Margherita, vedova di Carlo.
I sostenitori dei Durazzeschi e degli Angioini, avversandosi,
provocarono squilibri e disordini nel regno. Ne furono coinvolti anche
Agerola ed Amalfi, che durante le alterne vicende cambiarono bandiera a
seconda della sorte dei contendenti in campo. Il nostro Lisolo Lantaro
del Seggio di Portanova in Napoli, si mantenne fedele alla regina
Margherita.
Re Ladislao, figlio di quest'ultima, il 14 agosto 1390, forte dell'aiuto
di una potente flotta navale francese, approdò a Napoli. Vi fu uno
sbarco anche a Positano. Poi ancora ad Amalfi.
Nel 1398 il re infeudò il Ducato a Venceslao Sanseverino e tolse ad
Agerola il privilegio di appartenenza al Regio Ducato.
Il vassallaggio ebbe risvolti molto negativi sull'economia agerolese,
perché vennero imposti alle popolazioni nuovi tributi. Per poter
governare il Sanseverino pose nel Ducato il suo luogotenente Francesco
Comite, al quale consegnò Agerola il 20 novembre 1402. Nominò
precettori, ministri ed ufficiali di sua fiducia, poi con i soldi
spremuti ai contribuenti si diede allo sperpero nel lusso.
Il 6 agosto 1414 morì Ladislao e gli successe la sorella Giovanna II che
donò le terre del Ducato a Giordano Colonna, fratello del papa Martino V
che l'aveva incoronata. La nuova regina fu severa nel rispetto delle
misure e pesi e ne ordinò il controllo.
Nel 1423 Giovanna II venne in disaccordo col Colonna ed allora inviò nel
Ducato il maresciallo del Regno Petraccone Caracciolo ad assumerne il
governo in nome suo.
|
|