| |
PERIODO LONGOBARDO

Dopo quindici anni di dominazione bizantina, nel 568 i Longobardi, al
comando del re Alboino, occuparono la Campania e ne affidarono il
governo a Zotone nell'anno 571. Ucciso Alboino e morto anche il suo
successore Clefi, gli ufficiali longobardi si divisero le terre dando
origine ad una disastrosa oligarchia. Al malgoverno si aggiunsero alcune
pestilenze con conseguente miseria.
Nella prima metà del 600, i Longobardi beneventani si spinsero fino a
Salerno e nel 786 con il duca Arechi attaccarono la Costiera Amalfitana,
gelosi della potenza economica di Amalfi. In quella circostanza altri
abitanti della Costiera risalirono le nostre colline.
A soccorrere Amalfi venne il duca Stefano di Napoli. A questo punto il
dominio longobardo nella zona cominciò a traballare.
Intanto Amalfi, divenuta una città popolosa ed attiva, si svincolò dal
ducato di Napoli ed iniziò il suo cammino verso l'indipendenza.
Agerola, gravitando nell'area amalfitana, trasse un forte vantaggio
dalla prosperità di Amalfi, in quanto collocò sul mercato della Costiera
i prodotti della campagna, latticini e latte, lana, carboni. Lo
storiografo Filippo Cerasuoli da Maiori scrisse: "Dalla metà del IX a
quella del XII [secolo] (...) le città, castella e terre di questa
costiera, collegate per la comune difesa, formarono uno stato autonomo,
una repubblica federata, che dalla metropoli adottò l'aggiunto
anlalfitano" °').
Tra le varie terre amalfitane figurava anche Agerola.
|
|