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PRIMO MEDIOEVO

Allorché Roma si avviò verso una inarrestabile decadenza, Agerola
registrò una trasformazione di notevole importanza, perché le invasioni
barbariche influirono positivamente sul suo sviluppo demografico.
Da più parti la gente si riversò sulle colline dei Monti Lattari in
cerca di sicurezza. E giunse quassù una cultura nuova e più progredita.
Vi giunsero anche i Galli? Bisogna verificarlo, ma riteniamo di no.
Quando l'imperatore Costantino pose la seconda capitale dell'Impero a
Bisanzio nel 326 d. C. e divise i suoi territori in province, assegnò
quella della Campania ad un suo console con poteri civili e militari.
Sperava di arginare in tal modo la decadenza e lo sfacelo dell'Impero,
ma i soprusi di coloro che reggevano le sorti della provincia campana
finirono per immiserire l'intera regione.
Le cose cambiarono con l'imperatore Teodosio 1(347 - 395 d. C.), che
tentò di correre ai ripari. Ci provò ancora suo figlio Onorio (384-423
d. C.), anch'egli senza risultati positivi, perché fu sconfitto dai
Visigoti di Alarico.
Nell'anno 476 d. C. fu Odoacre, re degli Eruli, ad invadere la Campania.
Ma governò dispoticamente e rovinosamente.
A porre fine alla barbara tirannia erula ci pensò l'ostrogoto Teodorico
(454-526 d. C.)il quale esentò le popolazioni della zona da alcune
contribuzioni in seguito alle eruzioni vesuviane del 512 C.0). Sotto il
suo governo la Costiera Amalfitana, comprendente terra di Agerola, venne
affidata ad un Preside e ad alcuni Comiti.
Alla morte di Teodorico, avvenuta nell'anno 526 d. C., il Regno
Ostrogoto passò al giovane nipote Atalarico, che regnò sotto I tutela
della madre Amalasunta fino all'anno 534.
Di quei tempi non abbiamo, purtroppo, che scarse notizie si Agerola.
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