Come sempre un
formaggio tradizionale è legato a una razza. Il provolone del Monaco
è tutt’uno con l’Agerolese, un bovino creato a metà del XIX secolo.
La razza Agerolese nasce con i Borboni, che importano riproduttori
di razze diverse, fra cui la Bruno Alpina, la Pezzata Nera Olandese
e la Simmenthal, per migliorare le mandrie esistenti in Campania
(perlopiù di ceppo Podolico). Gli incroci effettuati nell’Agerolese,
a causa dell’isolamento di questo territorio, danno vita ad animali
che fissano meglio che altrove i caratteri genetici.
Il Generale Paolo Avitabile
è l’artefice del successivo mutamento genetico, quello che porta
alla realizzazione dell’Agerolese vera e propria. Avitabile,
straordinaria figura di militare, avventuriero e contadino torna
dall’Inghilterra ad Agerola, suo paese natale, nel 1845. Grazie alle
sue imprese in India, in Inghilterra ha ricevuto molti regali tra
i quali un torello, due vacche gravide e una vitella di razza Jersey.
È un regalo importante, perché esportare animali di questa razza al
di fuori del Regno Unito sarebbe altrimenti vietato. Avitabile è
convinto che incrociando i meticci derivati dalla Bruna e dalla
Podolica con la Jersey otterrà una razza dalla duplice attitudine -
latte e carne - che si adatterà perfettamente alle caratteristiche
della zona.
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L’Agerolese è
dunque la sintesi di tre patrimoni genetici e ancora oggi si
presenta a volte con un manto color saio di monaco, a volte grigio
chiaro, a seconda che prevalga la Jersey o la Bruna. Tutte, in ogni
modo, sono riconoscibili per la riga longitudinale sulla groppa, più
o meno giallognola.
La qualità del latte di questa vacca è eccezionale, ma ovviamente
la resa è più bassa di quella delle Frisone, vere e proprie
macchine da latte. L’Agerolese è molto rustica, si accontenta di
poco cibo e metabolizza molto bene ciò che mangia. Caratteristiche
che non bastano a salvarla dall’estinzione, se l’unico obiettivo
dell’allevamento è la quantità di latte. Se invece con quel latte si
produce formaggio, allora la sopravvivenza dell’Agerolese diventa un
elemento imprescindibile. Oggi, infatti, tutti hanno capito che il
miglior provolone del Monaco si fa con quel latte. E così, grazie
agli sforzi dei veterinari Vincenzo Caputo (che ha fondato il
Consorzio Bovino di Agerola) e Luca Mascolo (dell’Asl della Penisola
Sorrentina), veri e propri custodi della razza, e all’aiuto delle
istituzioni locali (Comunità Montana Monti Lattari Penisola
Sorrentina e Comune di Agerola) si è riusciti a conservare un
patrimonio zootecnico di circa 150 capi (dai 75 contati nel 1992).
Sono ancora pochi, pochissimi, ma l’inversione di tendenza lascia
ben sperare. Così come induce a un briciolo di ottimismo aver
recentemente ottenuto, anche grazie alle sollecitazioni di Slow
Food, l’istituzione del Registro Anagrafico della razza Agerolese.