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PERIODO NORMANNO

Quando Sergio I duca di Napoli nel 1030 donò al normanno Damulfo il
villaggio di Aversa consentì ai Normanni di porre piede nel Meridione.
Nell'anno 1068 finì che anche il Ducato di Amalfi, per l'incapacità e la
debolezza del suo governo cadde sotto l'influenza normanna. Naturalmente
anche per Agerola cominciò un nuovo corso storico.
Nel 1073 Amalfi addirittura invocò l'aiuto normanno contro le minacce di
Gisulfo, principe di Salerno. In sua difesa accorse il duca normanno
Roberto il Guiscardo.
Durante questo periodo alcune famiglie amalfitane si rifugiarono ad
Agerola e dai loro cognomi derivano i toponimi Molegnano, Caucelle, Lo
Corsaro ed altri.
L'anno 1084, morto Roberto, gli successe il figlio Ruggiero I, duca di
Puglia, il quale difese ancora una volta il Ducato di Amalfi contro
Gisulfo.
Le forze in campo attraversarono in lungo ed in largo le nostre
colline e si lasciarono dietro saccheggi di ogni genere, specie in danno
alle chiese. Nel 1100 il duca normanno s'impossessò del Ducato Amalfitano, possesso durato a lungo.
Da questo momento cominciamo a trovare notizie di fondi coltivati a rose
in Agerola, comunemente chiamati rosari.
L'essenza di rose, o acqua rosata, prodotta ad Agerola era
particolarmente apprezzata e richiesta dagli aristocratici e cortigiani
della Corte di Napoli. Nelle Memorie di Matteo Camera troviamo che "ai
tempi medioevali grande coltura ivi faceasi di rose bianche «rosaria»
donde si estraevan le essenze e l'acqua distillata da esse piante e
cotanto ricercate nelle aule magnetizie" (').
Il 26 lugio 1127 divenne doge di Amalfi Ruggiero I, conte di Sicilia. Si
consolidò, quindi, ulteriormente l'influenza normanna nella nostra zona.
Gli abitanti del nostro ducato, mal sopportando il governo normanno, gli
si schierarono contro, scatenando la reazione di Ruggiero che pose
l'assedio al Ducato "stringesse coll'armata di terra
i luoghi montuosi di questa regione" (2).
Amalfi, non potendo resistere all'assedio, alla fine dovette arrendersi.
Ruggiero, ridotta in suo potere, tra le altre cose, anche Agerola, vi
inviò un baiulo, un notaio ed altri funzionari.
A questo punto i problemi comuni cominciarono ad unire i cittadini e
pian piano le istituzioni nascenti si andarono rafforzando per diventare
il seme del futuro Comune. Ma per Agerola passarono ancora degli anni
prima che nascesse un comune autonomo e libero.
Nel 1135 i Pisani attaccarono Amalfi, che si difese strenuamente aiutata
da Ruggiero. Due anni dopo, purtroppo, le sorti volsero a favore di
Pisa.
Con le distruzioni ed i saccheggi del 4 agosto 1135 e del 13 luglio 1137
i Pisani posero fine alla potenza politica ed economica del glorioso
Ducato Amalfitano, mentre l'ingerenza normanna continuò sino alla fine
del secolo.
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