SETTECENTO - AGEROLA

 

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AGEROLA E LA REPUBBLICA NAPOLETANA DEL 1799

 

Questa e una delle pagine più belle della storia di Agerola, pagina che merita di essere raccontata nei suoi particolari ed inquadrata negli avvenimenti che si svolsero nel Regno di Napoli nel1798 e nel1799.

 

REPUBBLICA NAPOLETANA - AGEROLA


Negli eventi agerolesi cogliamo il segno del risveglio popolare e di un recupero sistematico dei valori primari dell'uomo. Per comprendere appieno i fatti andiamo ad esaminare la situazione che caratterizzo la vita di Agerola nel decennio che intercorse fra la Rivoluzione Francese e la proclamazione della Repubblica Napoletana.

 

LA FAMIGLIA DI FERDINANDO IV - AGEROLA

 

Nel decennio 1789/1799 Agerola si dibatteva in problemi di notevole gravita: analfabetismo pressoché totale, mancanza di strade interne ed esterne per il traffico su ruota, agricoltura in affanno per arretrati metodi di coltura, difficoltà di smercio dei prodotti, economia terriera della difesa dalla piccola borghesia, potere accentrato nelle mani delle famiglie del potentato locale, balzelli applicati in modo vessatorio, sperpero pubblico, mondo agricolo mal difeso contro predoni e caprai prepotenti, usura, bracciantato mal pagato, abitazioni malsane.

 

REPUBBLICA NAPOLETANA  - AGEROLA

 

Ciononostante, tiravano, ancora l'industria della seta, la salata di carne suina, la produzione di frutta, l'attività silvicola e quella calcara. Gli aneliti di liberta e gli ideali di legalità sostenuti e diffusi dalla grande rivolta francese pian piano conquistarono la classe colta agerolese, la quale comincio ad essere più attenta alle novità, che ormai erano nell' aria e che avrebbero portato a grandi sconvolgimenti politici.

Per cominciare prendiamo in esame i fatti che accaddero nel Regno nel 1798, quando Ferdinando IV varcò col suo esercito i confini del territorio Pontificio per cacciare i Francesi da Roma. Lo scontro finì con la disfatta napoletana, per cui il Borbone dopo pochi giorni dovette ripiegare su Gaeta e poi su Napoli.

 

 LA FORTEZZA di GAETA - AGEROLA

 

In città trovò una situazione disastrosa in mano alle varie fazioni che tumultuavano e si scontravano per le strade. Il 20 dicembre 1798 i Lazzari manifestarono a favore del re, mentre i Giacobini inneggiavano ai Francesi. Ormai la città era in subbuglio e la provincia incontrollabile.Ferdinando IV, temendo per la propria incolumità, il giorno 20 stesso, Domino suo vicario del Regno il conte Francesco Pignatelli e s'imbarco su navi inglesi, gia in porto, per la Sicilia.

 

I LAZZARI - AGEROLA GIACOBINI - AGEROLA

 

Egli si preoccupo anche di mettere in salvo e riserve auree ed altri belli della famiglia. La città, abbandonata a se stessa, chiese al Pignatelli un governo provvisorio della città e la creazione di una milizia urbana per la difesa di Napoli. Il conte, non solo fu sordo ad ogni richiesta, ma fece addirittura distruggere la flotta napoletana alIa fonda. Nel frattempo i patrioti napoletani si unirono a Roma alle truppe francesi in movimento verso Capua e Napoli.

 

CONTE FRANCESCO PIGNATELLI - AGEROLA Horatio Nelson AMMIRAGLIO INGLESE - AGEROLA Horatio Nelson AMMIRAGLIO INGLESE - AGEROLA


A Napoli il popolo ormai aveva la situazione in pugno, per cui esautorò il Pignatelli e organizzò un Governo provvisorio della Città. Ma la situazione precipitò ulteriormente quando il generale francese Championnet pretese 2.500.000 ducati pattuiti nell' armistizio firmato a Sparanise. I Lazzaroni si armarono per sostenere la monarchia e per assalire i castelli di Napoli, poi si volsero contro i Giacobini che avevano favorito l'ingresso dei Francesi in città.

 

LE GENERAL CHAMPIONNET - AGEROLA CASTEL S. ELMO - NAPOLI - AGEROLA


Il 21 gennaio 1799 i patrioti, i nobili, i borghesi e molti uomini di cultura, dopo essere entrati in Castel S. Elmo, proclamarono la Repubblica Napoletana. Il 25 gennaio i Francesi completarono l'occupazione di Napoli. Ferdinando IV, dalla Sicilia, Domino il cardinale Ruffo suo vicario Del Regno al posto del conte Pignatelli. Nelle piazze dei comuni del Regno, alIa notizia degli eventi, si pianto l'Albero della Libertà, come simbolo del nuovo ordine repubblicano.

 

ALBERO DELLA LIBERTA' - AGEROLA

 

Le autorità comunali di Agerola piantarono l'Albero nella frazione Campora, probabilmente nella piazzetta attigua alla chiesa di S. Martino Vescovo, poi si rivolsero al Govemo a Napoli per essere esentati dalla tassa di mantenimento delle truppe. Motivarono la richiesta col fatto di essere stati i primi a riconoscere la Francia come vindice della libertà. L'Albero fu piantato con grande solennità alIa presenza del sindaco don Tommaso Avitabile, il quale spedì al generale Championnet i personaggi che avevano agito contro i sostenitori della Repubblica. Don Tommaso ordinò il disarmo dei regalisti minacciandoli di fucilazione e di distruzione delle loro case. Inoltre assicurò il popolo che il re non sarebbe più tornato sul trono di Napoli.All'erezione dell'Albero assistette anche' don Gaetano De Martino, Eletto del popolo, il quale comunico al Governo Provvisorio di aver contribuito alla democratizzazione locale. Il De Martino invitava la gente a cacciarsi il cappello nel passare davanti all'Albero, perchè esso era un simbolo da adorare. Un altro nostro Eletto del Popolo, il sacerdote don Melchiorre d'Acampora, presenzio all'erezione dell'Albero.

 

VINCENZO CUOCO -  REAZIONARIO, SAGGIO E STORICO - AGEROLA

 

Anch'egli diede per certa la democratizzazione popolare e manifestò il suo dissenso sull' azione intrapresa dal cardinale Ruffo, che con un esercito di popolani aveva invaso la Calabria deciso a liberare Napoli e riconsegnarla a Ferdinando IV. L'atteggiamento dell' allora governatore di Agerola, il dottor Pietro de Ruggieri, ma
sappiamo che don Tommaso, don Gaetano e don Melchiorre non furono incarcerati al ritorno di Ferdinando a Napoli, perché godettero dell'indulto del 30 maggio 1800.

 

FLOTTA INGLESE NEL GOLFO DI NAPOLI - AGEROLA

 

Ovunque si innalzava intanto l'Albero e si manifestava. Ma presto gli umori cambiarono nei confronti dei Francesi. A contrastarli, a febbraio, fu la flotta inglese che sbarco sulle spiagge di Castellammare, senza la protezione delle batterie di bordo, cinquecento soldati.

 

FLOTTA INGLESE attaccata NEL GOLFO DI NAPOLI - AGEROLA

 

Fin dai primi scontri ci furono morti, feriti e distruzioni di varia genere. Alla fine Castellammare cadde nelle mani dei Borbonici. I Francesi allora assalirono Gragnano "A quel romore i terrazzani dei paesi vicini e i rozzi abitatori de'monti" corsero in aiuto delle città assalite. Borbonici ed Inglesi in breve furono messi in rotta, ma a Gragnano divamparono numerosi incendi. Ed oltretutto si contavano i morti e gli opifici di paste distrutti. Si era in una situazione di enorme confusione per cui molti gragnanesi fuggivano verso le montagne dei Lattari. Alle sconvolgenti notizie provenienti da Gragnano, gli Agerolesi, con un gesto di grande altruismo e generosità, fecero pressione sull'Università affinché si portasse aiuto ai Gragnanesi.
 

LA BATTAGLIA di GRAGNANO - AGEROLA LA BATTAGLIA di GRAGNANO - AGEROLA

 

Nella storica seduta pubblica del nostro parlamentino del 28 aprile 1799 l'allora sindaco don Tommaso Avitabile comunicò ai magnifici reggimentari, eletti del popolo, ed ai trentaquattro cittadini intervenuti più altri sopraggiunti, di essere stato richiesto da più cittadini offrire soccorso alla Città di Gragnano, che stava combattendo con la seducente Repubblica. L'invito fu immediatamente raccolto dai presenti, dai quali unica voce si rispose di armarsi gente in ajuto di detta Città di Gragnano. I volontari furono armati ed inviati nei luoghi dei combattimenti, ma non si hanno notizie sulla loro impiego e sulla loro sorte. Certo e che gli scontri per le strade, i gragnanesi furono talmente cruenti da causare centinaia di morti e feriti tra le parti. Agerola, intanto, venne presidiata da truppe sanfediste fatte affluire su ordine del vescovo di Policastro residente a  Salerno. A giugno la Repubblica Napoletana giungeva al suo epilogo. I Sanfedisti del cardinale Ruffo andavano occupando Napoli e a luglio Ferdinando IV di Borbone tornava nella città partenopea. Dopo questo ritorno si verificarono vendette e fughe precipitose dalla capitale.

 

SANFEDISTI - AGEROLA


Che cosa cambiava per gli Agerolesi dopo tanti eventi? Agerola, vissuta a volte in un contesto di feudalità ed altre volte "sub dominio regis", cioè fuori del potere del feudatario, ma sempre in tormentata posizione tra il risentimento di chi viene tenuto da parte dei momenti di importanti decisioni e l'illusione di poter gestire il proprio destino, con la fine del '700 sperò di vivere il proprio provincialismo in modo diverso e con prospettive incoraggianti. Dopo gli scontri di Gragnano ed i saccheggi francesi ed inglesi nella zona, che cosa pensava la gente? I Francesi avevano deluso, gli Inglesi avevano aggravato la situazione per scacciare i Francesi, i Borbonici riprendevano il loro ruolo. Si sperava che, terminate le vendette borboniche, il re potesse risollevare le condizioni del popolo che tanto aveva sofferto per l'aspro conflitto appena terminato. Ma vari problemi familiari di Ferdinando di Borbone, forse, distolsero la sua attenzione dai bisogni e dalle aspettative popolari. E la situazione non miglioro quando i Francesi, ritornati a Napoli ad opera di Napoleone Bonaparte, ebbero come nuovo re Giuseppe Bonaparte, fratello del grande imperatore (ventennio francese). Gli annosi problemi di Agerola vennero ereditati dal XIX secolo.

 

 
   

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