REPUBBLICA MARINARA DI AMALFI

 

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AGEROLA DURANTE LA REPUBBLICA MARINARA DI AMALFI

 

 

Amalfi, raggiunta la completa autonomia, il primo dicembre dell'anno 839 si costituì in repubblica. A governarla provvidero i Comites, scelti tra le famiglie più in vista della città.

 

REPUBBLICA MARINARA DI AMALFI


Gli Agerolesi di quel tempo, pur costituendo una popolazione in continuo sviluppo, non prendevano parte all'elezione dei Comiti. Il primo Comite amalfitano fu tale Petrus, al quale successero altri comiti e prefecturi.
Questi personaggi non governarono lo Stato di Amalfi con rettitudine; uno di essi prelevò dalla terra di Agerola e da altre terre vicine, vettovaglie ed ogni ben di Dio. Nella lotta per il potere nella Repubblica si fronteggiarono le più illustri famiglie amalfitane. Le lotte intestine favorirono l'intervento da parte del Ducato di Napoli, del Ducato Longobardo di Benevento e del Ducato di Sorrento.
Nel corso della battaglia navale tra Amalfitani e Sorrentini fu fatto prigioniero il prefecturio di Amalfi, Marino.

 

AMALFI


Nell'anno 949 il patricius amalfitano Mastalo I, per proteggere i confini terrestri della Repubblica e attrezzarli alla difesa, fece costruire nella vicina località Pino, quel fortilizio di cui si conservano oggi solo pochi resti(').
A quei tempi esisteva ai piedi dell'alpestre ed elevato monteCervigliano il Monastero Benedettino ed Abbaziale sotto il tifo dei SS. Giuliano e Marciano di cui oggi non appare alcuna traccia
Alla morte di Mastalo I successe nel governo di Amalfi Mastal II, al quale fu dato il titolo di gloriosus dux (a. 957).
Ha inizio così il Ducato di Amalfi che conserverà il titolo fin al 1500 e sotto il duca Mansone III il Papa Giovanni XV, eleva l Diocesi di Amalfi ad Archidiocesi (febbraio 987).

 


Un'attività che pian piano divenne arte nel Ducato e che pro prio allora mosse i primi passi, fu quella della seta. Essa, ad Agerola diede lavoro a numerose famiglie e fece arricchire i mercanti che h vendettero sui mercati napoletani.

 

REGATA STORICA DI AMALFI


Poiché l'arte della seta costituì la prima fonte di ricchezza ad Agerola e nel resto del Ducato, i primi arcivescovi amalfitani, per conseguire delle entrate a favore della curia imposero le decime sulla merce prodotta, sulle tintorie e le pannerie di lana ed ancora sulle damascherie e le villuterie.


La nobile arte della seta ad Agerola

 

 

(foto: Banda Musicale della Marina Italiana alla regata di Amalfi)
 

 
   

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AGEROLA

 

 

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