SETTECENTO - AGEROLA

 

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AGEROLA AGLI INIZI DEL '700

 


La rivolta di Napoli e gli sconvolgimenti di Gragnano non passarono inosservati agli occhi degli Agerolesi. II nostro paese mancava di strade rotabili interne ed esterne, era amministrato da un parlamentino che si rinnovava annualmente in modo del tutto antidemocratico, aveva una popolazione che viveva di stenti. La piccola borghesia, formata da poche famiglie, era I 'unica classe sociale che conoscesse il bene.

 

GRAGNANO - AGEROLA


II nostro bracciantato era costretto a lavorare con salari da fame e con compensi in natura, dazi e gabelle erano applicati spesso in modo del tutto cervellotico dalla classe dirigente. L'industria silvana e l'attivita artigiana del legno, nelle quali lavoravano mastri d'ascia, tagliatori, ceppongtori, segatori, mannarari, cestai, carbonai, manucari e sassolai non garantivano che redditi molto modesti.
In compenso Ie calcare, probabilmente in numero di quindici, sfornavano due prodotti molto richiesti, la calce e le carbonelle.

 

MASTRI D'ASCIA - AGEROLA

 

Agerola aveva nel 1705 duemilatrecentoquattro abitanti in maggior parte dediti all'agricoltura ed all' allevamento, il cui sviluppo era molto contenuto per difficoltà di commercializzazione. Tiravano l'affare della seta e la salata della carne suina.
Nella citta di Napoli i nostri mercanti di seta costituivano un gruppo della piccola borghesia ed eleggevano un loro rappresentante.
A Napoli giungevano da Agerola con barche in partenza da Castellammare, frutta, manufatti artigianali e nevi compresse per la confezione di sorbetti.

 

MASTRI D'ASCIA - AGEROLA


Tuttavia, per la maggior parte della popolazione, Ie ristrettezze economiche si acuirono ulteriormente, per cui gli Agerolesi intensificarono il consumo di pane confezionato con grano d'india, ossia con granturco, evitando di panificare con la costosa farina di grano colpita da gabella elevata. Questo fenomeno rese più difficile l'affitto della gabella della farina e di conseguenza diminuirono le entrate comunali. L'Università tentò allora di incrementare gli introiti nelle casse del comune e ripropose la compilazione del Nuovo Catasto.

 

SALATA DELLA CARNE SUINA - AGEROLA


La seduta con tale ordine del giorno si tenne nel 1739. Il risultato fu ancora una volta negativo, perchè il 10 e il 20 eletto e tutti i cittadini interpellati dal sindaco espressero parere e voto contrari. Passeranno gli anni e nel 1787 si ritenterà l'operazione catasto e la cosa finirà ancora nel nulla. Verrà poi il 15 agosto 1790 ed il sindaco don Salvatore Acampora riproporrà la formazione del catasto. Ebbene,
degli ottantuno presenti alla seduta dell'Università, sessantotto daranno parere sfavorevole e solo tredici si esprimeranno favorevolmente.

 

CDA - AGEROLA


Per comprendere la situazione socio-economica di allora dobbiamo fare ricorso aIle notizie lasciateci dai parroci della frazione Bomerano rilevate dal Registro dello Stato delle Anime della parrocchia di S. Matteo Apostolo.
Anno 1709: famiglie e fuochi 161, abitanti in casa propria 139, in casa locata 22. Totale delle anime 911. Media familiare 5,65.
Anno 1713: famiglie e fuochi 174, abitanti in casa propria 158, in casa locata 16. Totale delle anime 925. Media familiare 5,31.
Anno 1715: famiglie 173, abitanti in casa di proprietà 159, in casa locata 14. Totale delle anime 877. Media familiare 5,06.
Anno 1720: famiglie 185, abitanti in casa di proprietà 166, in casa locata 19. Totale delle anime 910. Media familiare 4,91.
Anno 1721: famiglie 187, abitanti in casa di proprietà 164, in casa locata 23. Totale delle anime 917. Media familiare 4,90.
Anno 1724: famiglie 194, abitanti in casa di proprietà 178, in casa locata 16. Totale delle anime 907. Media familiare 4,67.
Alcuni dati sono rilevanti in quanto mettono a nudo come la situazione cambia Del tempo. Aumentano le famiglie con una certa costanza, diminuisce la media dei componenti dei fuochi. Aumentano le famiglie abitanti in casa propria ed alcuni dati calano nell' anno 1715. Si evidenzia che nella frazione Bomerano la maggior parte delle famiglie abita in casa propria.
Intanto all'inizio del '700 si instauro a Napoli la breve dominazione austriaca, durata solo 27 anni, dal 1707 al 1734.

 

 
   

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