| |
PERIODO SPAGNOLO

Dopo il1583 la storia dell' ex Ducato di
Amalfi e, quindi, di Agerola si confonde con le vicende del Regno di
Napoli. E da Napoli fu inviato ad Agerola un capitano a rappresentare il
potere con giurisdizione anche sul comune di Praiano. II nostro paese
contava allora duecentocinquantatre fuochi ed aveva due settori
particolarmente attivi: quello dell a salata delle carni suine e quello
dell 'arte della seta, ma non meno famosa continuava ad essere la
produzione dell' acqua rosata, distillata dai petali di rose bianche. II
celebre profumo e i prosciutti di maiale furono donati dall'Università
agerolese al vicere di Napoli Francesco de Castro quando, il 13 aprile
1602, venne sulla tomba di S. Andrea ad Amalfi. II dono fu ritenuto
opportuno per accattivarsi la simpatia della Corte Napoletana. Ma
qualche privilegio venne soltanto ne1602, quando il vicerè Pimentel
aggrego l'ex Ducato al Regio Demanio. Ogni fuoco, pertanto, fu soggetto
a pagare un solo ducato all'anno. Ne1621, salito sul trono di Napoli
Filippo IV di Spagna, venne concesso l'ex Ducato Amalfitano al generale
Ottavio Piccolomini. I concittadini protestarono contro tale
provvedimento, ma inutilmente.
Corruzioni, miseria, discordie e pestilenze, cui si aggiunse la
drammatica eruzione vesuviana del 1631, resero critica la situazione Del
Regno Napoletano. Le difficoltà e l'inquietudine culminarono nella
rivolta di Masaniello del 7 luglio 1647 contro Filippo IV ed il suo
vicere Arcos. Agli sconvolgimenti a Napoli parteciparono anche due
Agerolesi: Andrea e Giambattista Naclerio. I due fratelli furono tra
quelli che diedero inizio ai tumulti nella notte del 6 giugno 1647 coll'abbruciamento
del casotto della gabella della frutta di Piazza Mercato.
Giambattista, che aveva pur reso servigi al vicere Arcos, in luglio fu
catturato e fatto gettare in mare. Andrea riusci miracolosamente a
salvarsi. Parteciperà il 7 maggio 1665 alle elezioni delle sei ottine di
Napoli (cioè dei sei quartieri) convocate nella chiesa di S. Agostino
alia Zecca. Anche alle porte di Agerola avvennero fatti sconvolgenti.
Infatti i cittadini di Gragnano si rivoltarono contro i soldati
spagnoli. Ci furono barricate nella Piazza Trivione e scontri in Piazza
Conciaria il 14 ottobre e l'antivigilia di Natale del 1647.
Tra tanti sconvolgimenti troviamo che nel
popolo non si affievolì il senso religioso, perchè Del 1650 fu fatta
fondere la campana per la piccola chiesa di S. Maria dei Monti, ove si
recavano i pastori di Agerola e Scala per assistere alle funzioni
religiose. In questa chiesetta svolgerà parte del suo apostolato il
dottore della Chiesa S. Alfonso dè Liguori.
Nel 1656, anno dell a famosa peste, morto
Ottavio Piccolomini, al governo dell' ex Ducato di Amalfi passo il
figlio Francesco, il quale, anziché alleviare i disagi provocati dal
morbo, colpì la popolazione con aggravi fiscali. Ma la pestilenza ebbe
anche un altro risvolto. Un nipote di monsignor Francesco Antonio
Porpora, illustre figlio di Agerola, diede alle fiamme un prezioso
manoscritto redatto da suo zio sotto il titolo di Storia Civile ed
Ecclesiastica di Amalfi e del suo Ducato, opera costata anni di ricerche
pazienti e ricca di notizie su Agerola. Ma i guai per il nostro paese
non erano finiti: alle tre e un quarto del pomeriggio del 14 maggio 1685
e alle quattro e tre quarti del pomeriggio del 5 giugno del 1688 ebbero
luogo forti scosse di terremoto. Risultarono danneggiate molte case e
cisterne.
II papa Innocenzo XI, avuto notizia delle
grave situazione determinatasi specie dopo il secondo movimento Ilurico,
invio aIle popolazioni una cospicua somma per il sollievo dei
danneggiati. Intanto nel1693 moriva il cardinale Lorenzo Brancati dei
baroni Brancati, fondatore del monastero per monache di clausura eretto
nel casale Campora e dedicato a S. Teresa.
Nel pomeriggio del 5 giugno del 1688 ebbero luogo forti scosse di
terremoto e ne risultarono danneggiate molte case e cisterne.
II papa Innocenzo XI, avuto notizia delle grave situazione determinatasi
specie dopo il secondo movimento tellurico, invio alle popolazioni una
cospicua somma per if sollievo dei danneggiati.
Intanto nel 1693 moriva il cardinale Lorenzo Brancati dei baroni
Brancati, fondatore del monastero per monache di clausura eretto nel
casale Campora e dedicato a S. Teresa.
|
|