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STORIA

STORIA DI AGEROLA

 

Paese tipicamente montano, Agerola vanta un'antica storia. La scoperta di reperti quali anfore, lucerne, vasi e monete appartenenti ai primi Cesari di Roma, nonché tombe, abituri, cunicoli e strade, avvalorano la tesi che questo villaggio fosse già noto agli antichi Romani, Bizantini e Longobardi. Il nome Agerola deriva, quasi sicuramente, da "ager", termine latino che significa campo. Infatti, alle sue origini, i primi abitanti dissodarono piccoli campi fra le fitte foreste che rivestivano l'intero territorio, ricavandosi, in questo modo, una piccola area su cui si sviluppò nei secoli il centro urbano. Attualmente il paese conserva ancora questa caratteristica con il territorio frazionato in numerosi piccoli campi ricavati operando una sistemazione a "terrazze" dei pendii montani. In età medioevale Agerola, con le sue cinque frazioni, fece parte del territorio della Repubblica di Amalfi che si estendeva da Ravello fino a Positano e, con i suoi vasti territori boschivi, riforniva di legname gli arsenali della Repubblica per la costruzione delle navi. Ad Amalfi, dove un monumento ricorda Flavio Gioia, gloria cittadina e “inventore della bussola” nel 1302. Ma, per alcuni storici, Flavio Gioia fu solo un personaggio leggendario che riuniva in sé le capacità nautiche e imprenditoriali della gloriosa Repubblica marinara di Amalfi, bruscamente decaduta dopo il rovinoso maremoto del 1343 che ne distrusse completamente il porto mai più ricostruito. Come parte integrante del territorio di Amalfi, Agerola ne condivise le vicende storiche e tra queste le guerre contro i Saraceni. In tale periodo il paese intratteneva scambi commerciali con Napoli, soprattutto per i tessuti in seta nella cui manifattura gli agerolesi erano specializzati. Nell'anno 1068 finì che anche il Ducato di Amalfi, per l'incapacità e la debolezza del suo governo cadde sotto l'influenza Normanna.

Nel maggio del 1198 salì al trono di Sicilia Federico II di Svevia, il quale per la sua minore età fu posto sotto la tutela del papa Innocenzo III.

Dell'autonomia agerolese verrà gettato il seme con l'avvento angioino, quando Agerola avrà i primi eletti del popolo ai quali Roberto d'Angiò riconoscerà, nel 1339, il diritto parziale all'amministrazione.

Nel 1381 il duca Carlo di Durazzo, vivendo presso la corte della regina Giovanna, s'impadronì del regno.

Nel 1423 Giovanna II venne in disaccordo col Colonna ed allora inviò nel Ducato il maresciallo del Regno Petraccone Caracciolo ad assumerne il governo in nome suo.

Alla morte di Giovanna II, avvenuta il 2 febbraio 1435 odpo venti anni di regno, risultò erede testamentario sul regno Alfonso D'Aragona, il Magnanimo. Agerola il 10 novembre 1436 innalzò i simboli aragonesi, altre città dell'ex Ducato si schierarono con gli Angioini. Nel 1493 morto il Piccolomini e gli successe il figlio Alfonso che sposo Giovanna d'Aragona. Siamo ormai verso la fine del dominio aragonese, durato cinquantanove anni; la fine fu segnata nel 1503, quando il Regno di Napoli fu conquistato dagli Spagnoli.

Si tramanda che nel 1600 i monti di Agerola fossero infestati dai briganti, che fra i fitti boschi trovavano un sicuro nascondiglio. Nei secoli che seguirono il Comune entrò a far parte del Regno di Napoli di cui seguì le alterne vicende fino all'unità d'Italia. Nel Settecento Agerola visse un periodo assai prospero attestato anche dalla crescita esponenziale del numero di abitanti. Migliorarono le condizioni economiche grazie alle riforme borboniche e con la riduzione delle tassazioni, scomparve quasi del tutto il brigantaggio. Le idee ispiratrici della rivoluzione francese furono accolte dai dotti agerolesi che vivevano a Napoli, sicché Agerola fu il primo paese della provincia ad aderire alla costituzione democratica della Repubblica Partenopea. Dopo la restaurazione del 1815, i patrioti non potevano esprimersi liberamente perché sarebbero stati arrestati.  Essi si riunirono  e si svilupparono anche ad Agerola le società segrete la più importante delle quali fu la Carboneria. I carbonari si proponevano di ottenere statuti e riforme liberali dai governi assoluti: erano organizzati in sezioni, chiamate vendite,  e che avevano a capo un Maestro. L'ammissione era regolata da un rituale ricco di simboli: giuramento, parole d'ordine, segni convenzionali, ecc. . La figura dominante nell'ultimo periodo borbonico fu il generale Avitabile, che nel 1844 ottenne la scissione di Agerola dalla provincia di Salerno per aggregarla a quella di Napoli: la città venne, così, separata dal territorio di Amalfi, con il quale aveva condiviso secoli di storia, rimanendovi legata unicamente per la giurisdizione religiosa (Cattolica). Nel marzo del 1862 fu eletto il primo Consiglio Comunale. Agerola, forte di un passato assai ricco, oltre alle bellezze naturali, offre al visitatore un patrimonio artistico ed architettonico di grande interesse. Presso l'Arciconfraternita del SS. Sacramento, nella frazione di San Lazzaro, è possibile ammirare, solo per fare qualche esempio, una statua lignea del XVI secolo raffigurante la Madonna delle rose, mentre nella Chiesa di S. Pietro Apostolo, alla frazione Pianillo, è esposto un crocifisso d'argento del XV secolo. Inoltre, va precisato che quest'ultima Chiesa è l'unica delle cinque chiese medievali che esistevano nella frazione. Di particolare interesse è, anche, la Chiesa di Santa Maria la Manna. La Chiesa, che risale al 1400, custodisce una statua della "Madonna in manna" che la tradizione vuole sia stata trasportata dall'Oriente durante la persecuzione iconoclasta. Rimanendo nell'ambito delle bellezze artistiche ed architettoniche di ispirazione religiosa, vanno segnalate: la Chiesa di S. Matteo Apostolo che, localizzata nella Frazione di Bomerano, dove si conserva un crocifisso ligneo e un busto reliquario d'argento di San Matteo del XVIII secolo, mentre sulla sua volta vi è un pregevole dipinto del 1632 opera del pittore siciliano Michele Regolia; il Santuario di Maria SS. del Rosario, alla Frazione di Bomerano, in località tutti i Santi, dove si possono ammirare una pala raffigurante la Madonna con i Santi e una statua ritenuta miracolosa; la Chiesa di S. Martino, (Frazione Campora) che fu eretta per conservare le spoglie del generale Avitabile, di cui conserva la tomba in marmo. Infine, va segnalato il Castello Lauritano, di grande rilevanza architettonica, situato in frazione San Lazzaro. Si tratta dei resti di una roccaforte cui si giunge dalla frazione S. Lazzaro attraverso una comoda strada asfaltata immersa in un bosco ceduo castanile. Dagli spazi antistanti si gode di una delle più belle viste panoramiche della costiera Amalfitana, fino al golfo di Salerno (Monti Lattari). La particolarità del castello è di tipo strutturale: infatti, esso è costruito con pietrame calcareo e malta bastarda, sull'esempio delle mura di sostegno dei terrazzamenti dei pendii montani. Nel corso dell'anno ad Agerola vengono organizzate numerose manifestazioni, sia folcloristiche che religiose, che testimoniano la volontà di conservare inalterato un patrimonio culturale che si perde nei secoli. Tra le tante, come manifestazioni più significative, per il numero di visitatori che riescono ad attrarre, ricordiamo: la Processione della Settimana Santa, che si svolge presso le località di Bomerano e di S. Lazzaro nel periodo Pasqua; la Sagra del Fior di Latte, che si tiene in località Pianillo la prima domenica di agosto; la Mostra dell'artigianato locale, un appuntamento della Frazione Campora per il periodo febbraio-marzo. La flora e la fauna che è dato trovare sul territorio di Agerola, sono quelle tipiche delle zone montane limitrofe. Tutto il territorio è ricoperto di una folta vegetazione, costituita per la maggior parte da bosco ceduo misto con essenza di latifoglie (castagno, ontano, noce, ecc.). Per quanto concerne la flora, va segnalato che notevole risulta l'incremento demografico del cinghiale riprodottosi abbondantemente a seguito del ripopolamento operato da associazioni venatorie locali. Oltre al cinghiale, numerosissime sono anche le volpi ed i ricci. Per quanto concerne le bellezze naturali del Comune di Agerola, la parte più significativa di tale patrimonio è rappresentata dal Parco Colonia Montana. Localizzato nella Frazione di S. Lazzaro, il Parco è di proprietà della Regione Campania e copre una superficie di 1,5 ettari. L'area appartenne al Generale Avitabile (prima metà dell'Ottocento) che lo percorreva a cavallo al rientro dalle sue imprese belliche. Inizialmente di dimensioni maggiori, ora è privo dell'area adibita anticamente a scuderie, attuale sede di un campeggio. In epoca fascista fu arricchito di una costruzione centrale ed era utilizzato per le colonie estive dei giovani. A San Lazzaro il poeta Salvatore di Giacomo, trovò ispirazione per la famosa "Luna di Agerola".  L'area a verde è alberata con essenze arboree non autoctone. Di dimensioni maggiori ma di pari bellezza, è il Parco Corona. Sito in frazione Bomerano, il Parco costeggia la Strada Statale per Amalfi. Di proprietà dell'Istituto di sostentamento del clero della diocesi di Amalfi, è un bosco ceduo castanile dell'estensione di 3,5 ettari circa. Oggetto di manutenzione da parte della Comunità Montana, è interamente fruibile dal pubblico. Infine, va segnalata la località Bolvito-Casa Cavaliere-Grottelle-Fiobano. Si tratta, anche in questo caso, di un bosco ceduo misto con essenza di latifoglie (castagno, ontano, noce, ecc.) avente una superficie di circa 25 ettari. È possibile raggiungere il sito da Via Radicosa. La manutenzione è assicurata dalla Comunità Montana della Penisola Sorrentina che ha sede ad Agerola (Frazione San Lazzaro).

 

 
   

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