| |
PERIODO SVEVO

Nel maggio del 1198 salì al trono di Sicilia Federico II di Svevia, il
quale per la sua minore età fu posto sotto la tutela del papa Innocenzo
III.
Il 22 novembre del 1220 Federico II, stando nelle grazie del papato,
venne incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. Come primo
provvedimento egli concesse dei privilegi e quindi anche Agerola,
sottratta all'influenza baronale, fu conservata nel Demanio Regio.
Poi
organizzò profondamente l'amministrazione statale e soprattutto
ristabilì l'autorità regia contro i residui rigurgiti feudaleschi.
Ordinò che in ogni comune fossero tenute in conto abitudini, circostanze
e principi locali e che vi operasse un sindaco come difensore della
città, collaborato da un maestro giurato, da un tesoriere e da un
notaio.
Tra le opere da lui realizzate va ricordata l'istituzione
dell'Università di Napoli. Abbiamo notizia che sotto il suo regno e
precisamente nel 1238, fu giudice in Agerola Giovanni Vespolo.
Tra tante luci e qualche ombra risulta che Federico II fu animato da
troppi principi di assolutismo e nelle esazioni fiscali fu di danno ai
comuni.
Durante il suo regno il castello di Tramonti era presidiato da uomini di
Tramonti, Maiori ed Agerola, i quali erano tenuti anche alla
manutenzione del complesso.
Quello di Pino dovette essere, invece, riattato, perché malridotto.
II 13 dicembre 1250 Federico II morì a soli 56 anni.
Egli aveva disposto con testamento che il figlio naturale Manfredi
reggesse provvisoriamente come Vicario il Regno di Napoli. Ma il papa
Innocenzo IV rivendicò la sovranità della Chiesa sul Regno.
Allora Agerola chiese al papa alcuni privilegi perduti e Innocenzo IV
glieli accordò con bolla del 5 dicembre 1254. Però il suo successore,
Alessandro IV, infeudò le terre del Ducato Amalfitano e le assegnò il 9
febbraio del 1254 a Bertoldo, Ottone e Ludovico di Hohembruk, fedeli
sostenitori del papato(').
Manfredi, riacquistato il regno, governò ancora per alcuni anni e
durante il suo potere autorizzò le due fiere che si tengono ad Amalfi il
4 ottobre e il 30 novembre in occasione della festa in onore di S.
Andrea. E ad Agerola nel 1257 accordò due privilegi: la inclusione nel
Regio Demanio ed il diritto alla nomina di un proprio giudice. purché
fosse nativo delle stato amalfitano.
Venuto in conflitto con gli Angioini, fu sconfitto da Carlo I d'Angiò
presso Benevento nel 1268. Vano fu il tentativo di Corradino di Svevia,
finito sul patibolo a Piazza Mercato a Napoli.
Terminava così il periodo svevo.
|
|