IL CONTATTISMO

La definizione più immediata del termine “ufologo” dovrebbe, ragionevolmente, essere “colui che studia gli ufo”. In realtà, nessuno di noi ha mai potuto esaminare, analizzare o semplicemente vedere da vicino un oggetto volante non identificato. Ci limitiamo, quindi, a raccogliere testimonianze e documenti o, al limite, ad analizzare foto e filmati per poi poter elaborare teorie ed ipotesi convincenti. Peraltro, il 90% degli ufologi crede negli extraterrestri ed una percentuale variabile tra il 60 e l’80% pensa che gli ufo provengano da altri pianeti. Perché, allora, guardare con elevato scetticismo alle esperienze e ai racconti di chi afferma di avere vissuto situazioni e rapporti riconosciuti, almeno statisticamente, come possibili da un numero rilevante di ricercatori?

 

Prima di rispondere a questa domanda è però opportuno tracciare una breve storia del contattismo. Deserto dell’Arizona, 20 novembre del 1952, l’immigrato polacco 61enne George Adamsky incontra un uomo proveniente da Venere. Alto, biondo, bellissimo comunica telepaticamente. Da allora gli incontri con i fratelli dello spazio si sono moltiplicati e lo stesso Adamasky ha avuto più volte modo di volare a bordo dei loro ricognitori. Nasce il contattismo e gli emuli di Adamsky non si fanno attendere. Orfeo Angelucci, Daniel Fry, Truman Bethurum, Howard Menger e molti altri salgono in breve tempo agli onori della cronaca e fanno proseliti un po’ dovunque. Si sviluppano anche diverse tecniche di contatto. Dagli incontri “fisici” alla Adamsky si passa alle comunicazioni radio di George Williamson a quelle medianico-telepatiche del tedesco Speer diffuse nel nostro paese dal Gruppo Alaya. Parallelamente nascono veri e propri culti incentrati  sugli extraterrestri. In particolare, un giovane giornalista francese Claude Vorillhon, che afferma di essere stato contattato da una razza aliena, gli Elohim creatori in laboratorio degli esseri umani, fonda il Movimento Raeliano, forse l’unico culto contattista, materialista ed ateo. Ma è negli anni settanta che esplode il caso più importante. Quello di Eduard “Billy” Meier, lo svizzero autore di più di 1000 bellissime e controverse foto di ufo ed alieni. Il fenomeno sembra attenuarsi negli ultimi anni, forse per effetto dell’imponente casistica dei cosiddetti rapimenti alieni e la maggior parte dei gruppi ufologici si dimostra tuttora ostile verso il contattismo.

Ciò che colpisce maggiormente nelle descrizioni dei vari Adamsky, Meier, ecc. è la totale diversità dei dati forniti. I racconti sono sì simili tra loro, ma il luogo di provenienza degli alieni cambia continuamente. Dai pianeti del nostro sistema solare si passa gradualmente a pianeti extrasolari sempre più lontani. A complicare ulteriormente la situazione una semplice constatazione : ogni contattato sembra essere visitato da tipi diversi di alieni, provenienti da pianeti diversi e che, soprattutto, si ignorano tra di loro. Una vera e propria “fiera dell’assurdo”. Inoltre i contattisti, con un linguaggio decisamente ermetico non hanno mai fornito prove decisive circa la realtà delle loro esperienze ma, al contrario, hanno danneggiato seriamente la corretta ricerca ufologica. I messaggi degli extraterrestri, descritti come “fratelli maggiori” dello spazio, catalizzatori di pace ed amore e, in taluni casi, creatori dell’uomo, diventano un mezzo, potentissimo, di divulgazione ufologica in chiave messianica e millenaristica. Un mezzo utilizzato senza scrupoli, soprattutto nelle apparizioni televisive, e che crea confusione tra il pubblico e grandi difficoltà a chi, invece, vuole trasmettere una corretta informazione sul problema ufo. Peraltro, l’atteggiamento della comunità ufologica sembra cambiare gradualmente. Alcune esperienze “storiche” come quella dello stesso Adamsky vengono rilette in maniera più possibilista. Qualcuno ipotizza che l’esperienza ufologica, descritta dal contattista americano, sia genuina e che solo in un momento successivo sia stata approntata quella cornice “fantastica”, piena di contraddizioni ed assurdità scientifiche, che ben conosciamo. In modo analogo, ma con maggior convinzione viene rivisto il caso Meier. Si individuano, inoltre, importanti analogie che, in un primo momento, non erano state rilevate. La presenza, ad esempio, di riferimenti chiari e precisi a presunte razze o “entità” di natura negativa o malvagia. E ciò è facilmente rintracciabile nei resoconti radiotelegrafici di Williamson, nelle comunicazioni medianiche della contattista torinese Germana Grosso o nei colloqui tra Billy Meier e Semjase. Esperienze che sembrano anticipare il fenomeno delle “aductions” molti anni prima della sua esplosione a livello mondiale. I ricercatori tentano poi nuove ipotesi ed evidenziano strane coincidenze. I soggetti rapiti “sistematicamente” cominciano a mostrare una graduale accettazione della situazione ed evidenziano caratteristiche comportamentali (come la progressiva convinzione che l’operato degli alieni sia teso al nostro miglioramento ambientale sempre più simili a quelle dei contattisti. Inoltre, viene individuata una nuova categoria di contattisti : “i piccoli contattisti” che non fondano movimenti, non appaiono in televisione, vivono, invece, molto serenamente in una dimensione molto “new age” e intrecciano rapporti molto proficui con importanti centri di ricerca. Rientrano pienamente in quella “tattica puntiforme” che l’ufologo argentino Dante Minazzoli aveva prospettato come nuova ed affascinante ipotesi di lavoro : una strategia messa in atto dagli alieni per risvegliare le coscienze  in modo progressivo e non traumatico.

Questo mi sembra l’unico approccio serio e costruttivo al problema contattistico. Non scartarlo a priori, ridicolizzando per evitare di essere ridicolizzati ma, bensì, affrontarlo, con tutti i mezzi che la seria ricerca scientifica mette a disposizione. Analizzare il fenomeno, portarlo in “laboratorio”, acquisire tutti i dati possibili, in maniera tale da poter passare alla costruzione di ipotesi di studio. L’ufologo americano Greer del CSETI  sta combattendo una battaglia fondamentale, a favore di tutta l’ufologia, per il rilascio di informazioni fondamentali e decisive ma, lo stesso Dottor Greer, è l’autore di una nuova tecnica di contatto che utilizza metodologie che ricordano moltissimo alcune situazioni tipiche della “fenomenologia contattista”. Forse dovremmo imitarlo. Meier, Adamsky e tutti gli altri sostengono di conoscere ogni segreto dell’universo. Non possiamo solo per questo respingere le loro esperienze. Sicuramente la loro non è la sola ed  unica verità. Ma , con lo studio e l’analisi potremmo, forse, agguantarne un pezzetto. E sarebbe un enorme passo avanti. 

All’ombra di Rael : incontro-dibattito con uno dei  gruppi dischisti più organizzati e discussi del nostro tempo.

Un movimento diffuso in ogni angolo del pianeta con migliaia adepti, undici miliardi già stanziati per la creazione di un’Ambasciata ufficiale presso Gerusalemme, una rivista trimestrale internazionale letta in tutto il mondo, due testi “fondamentali” tradotti in 30 lingue diverse, una “religione” di matrice contattista e, contemporaneamente, materialista e atea, uomini e donne di tutte le razze e di tutte le origini culturali/sociali, un rifiuto deciso per il concetto di democrazia ed un’esaltazione fortissima per quello (di chiara origine platonica) di “geniocrazia”, una fiducia “assoluta” nell’ingegneria genetica e in generale nel potere della scienza. Questo e molto altro è il Movimento Raeliano Internazionale fondato da Claude Vorilhon, ribattezzato Rael dagli Elohim (scienziati extraterrestri che avrebbero creato l’uomo in laboratorio), ex giornalista sportivo francese contattato, nel 1973,  da alieni alti circa un metro e venti, con pelle olivastra ed occhi di tipo orientale, per trasmettergli un messaggio rivelatore sulle origini della razza umana.

A livello di ricerca privata esistono oggi diverse categorie di possibili ipotesi circa natura, origine e significato del fenomeno ufo. Tra queste  quelle definite pseudo-religiose comprendono il cosiddetto “cultismo”, ovvero la venerazione di un qualche personaggio carismatico latore di messaggi di entità aliene. Tali ipotesi non si basano, logicamente,   sullo studio ed analisi della casistica ma, bensì - come riconosce lo stesso Marco Franceschini, responsabile per il Nord Italia del Movimento Raeliano su di un atto di fede. E, in effetti, il Raelismo si autodefinisce “religione”, più precisamente, religione atea dell’anno 2000, che unifica tutte le grandi confessioni e riconosce Gesù, Mosè, Buddha e Maometto come emissari degli Elohim.

I rappresentanti e i simpatizzanti di questo Movimento si può tranquillamente definire come estremamente cordiale, in particolare, la grande competenza in materia ufologica dimostrata da alcuni di loro. La conoscenza approfondita di tematiche apparentemente molto distanti da chi dovrebbe, in realtà, sapere già tutto. Di fatto, la maggior parte è, o è stata in passato, appassionata a tematiche ufologiche, in particolare per ciò che attiene la clipeologia.  E, proprio in questa branca dell’ufologia, hanno trovato molteplici riferimenti (in particolare sui testi biblici) che concordavano, in modo logico e coerente, con il “messaggio” riferito da Vorilhon. Importanti apprezzamenti sono, poi, giunti anche da uno dei maggiori divulgatori in materia di paleoastronautica : lo scrittore Erich Von Daeniken. Quest’ultimo avrebbe incontrato personalmente Rael e avrebbe, di fatto, accettato le sue tesi dopo esserne stato il “probabile “ispiratore. Un’ulteriore conferma, per chi intraprendeva il cammino della conversione all’interno del Movimento, è poi venuta dalle recenti scoperte e sperimentazioni nell’ambito della ricerca genetica. Si assisteva alla graduale realizzazione di “piccoli” miracoli dovuti non al caso ma, bensì, ad una creazione  deliberata, frutto di una tecnologia che avanzava sempre più velocemente. Tutte cose che si conciliavano, e si conciliano, perfettamente con gli insegnamenti di Rael. Lo stesso evoluzionismo, così come concepito, subiva fortissime battute d’arresto per effetto di nuove scoperte, soprattutto di carattere archeologico/antropologico, che rendevano sempre meno credibile la “linea” classica cara agli evoluzionisti ortodossi.

In Francia contro questo gruppo, accanto ad un fortissimo movimento d’opinione, si è scagliato il teologo Jean-Bruno Renard, autore di un documentatissimo libro inchiesta sulle sette di matrice ufologica. Coadiuvato da molti giornali parigini, Renard ha duramente criticato scopi e metodi del Raelismo. In particolare, l’attacco si è concentrato sui riti collettivi, sulla pratica del libero amore e, soprattutto sulla gestione delle proficue donazioni elargite dagli adepti.

L’attacco, così come strutturato, ricorda l’atteggiamento utilizzato da una parte della chiesa Cattolica, la più integralista, nei confronti delle nuove mode e correnti di pensiero di fine millennio, in particolare la New Age. In realtà, i presunti riti nudisti sono una pura invenzione : all’interno degli incontri collettivi in cui Rael “battezza” i propri discepoli, vi sono sicuramente gruppi “naturisti” (che peraltro possiamo ritrovare in moltissimi club e associazioni un po’ in tutto il mondo) ma ciò non costituisce certamente un obbligo per tutti gli altri. E’ facile intuire, però, quali fotografie verranno pubblicate dai quotidiani per stimolare le “pruderie” dei propri lettori. Il rispetto per le diversità sessuali (omosessualità, bisessualismo, ecc.), il diritto all’aborto, all’eutanasia, alla contraccezione rappresentano punti cardine in qualsiasi programma politico di stampo “progressista”. In quanto al “libero amore” all’interno del Movimento, esistano diverse coppie monogame mentre le accuse di “favoreggiamento ed induzione “ alla prostituzione, avanzate da qualche giornale d’oltralpe, ricordano troppo da vicino le vicende della setta fondata da David Berg. Per ciò che riguarda la struttura di governo, auspicata dai raeliani, l’esigenza di federalismo non appare così distante dalle richieste fatte in questo senso da movimenti politici, anche molto vicini a noi,  e gli impegni di tipo economici necessari per poter accedere al Movimento sono molto simili a quelli previsti dalla maggior parte dei nostri partiti politici. Insieme ad una quota associativa obbligatoria sussiste un impegno di carattere “morale” a donare una quota minima del proprio reddito (che raggiunge il 10% per coloro che appartengono alla struttura direttiva). Infine, a farmi ricredere circa la presunta appartenenza dei realiani al vasto universo delle sette, è la mancanza, all’interno di questo gruppo, di quel carattere di “esclusività” riscontrato in molti altri movimenti. Esistono infatti diversi membri che hanno relazioni, alcune assolutamente “legali” e riconosciute (intendo matrimoni pienamente validi, anche di tipo cattolico), con persone che non appartengono al Movimento. E ciò non preclude la loro attività o, peggio, gli obbliga a fare del proselitismo in ambito familiare.

Un viaggio senza pregiudizi nel variegato mondo del contattismo, non possono certamente legittimare le conclusioni e le verità “rivelate” dal messaggio di Rael. In quest’ottica, se ci avviciniamo alla fenomenologia ufologica, l’interpretazione data dai raeliani è abbastanza semplice. La spiegazione del fenomeno ufo è chiaramente (e non potrebbe essere altrimenti!) di tipo extraterrestre. Nelle profondità dello spazio esistono moltissime civiltà aliene, tutte create dagli Elohim e tutte “positive”. Tra coloro che visitano il nostro pianeta ci potrebbero essere dei nostri “cugini” (i Pleiadiani di Meier ?), provenienti da un sistema solare abbastanza vicino, più avanzati di noi da un punto di vista strettamente tecnologico, ma non legati agli Elohim da rapporti “privilegiati” così come, invece, dovremmo essere noi terrestri. L’amore dei nostri creatori-scienziati alieni sarebbe testimoniato dai riferimenti biblici ad “incroci” avvenuti in passato e ai testi mitologici che parlano di strane creature (ad esempio i Giganti) frutto di queste unioni. La presenza, nei racconti di chi ha avuto esperienze di Incontro Ravvicinato del 3° Tipo, di alieni non umani, profondamente differenti dalla descrizione degli Elohim dataci da Rael, può essere spiegata ricorrendo all’ipotesi di robot biologici (macchine di tipo androide e prive di coscienza) al loro servizio. Quindi, in conclusione, gli ufo che migliaia di persone  avvistano ogni anno sono (con la sola eccezione dei “cugini” Pleiadiani a cui ho accennato prima) espressione di una sola ed unica razza aliena assolutamente positiva in virtù dell’equazione: evoluzione tecnologica uguale, necessariamente, ad evoluzione etico-morale. Come conciliare allora l’imponente - per numero di casi riscontrati e per le perizie professionali altamente qualificate ottenute - fenomeno delle abduction? Come inquadrare gli alieni descritti da Rael nelle categorie universalmente riconosciute  e accettate? Come credere ad un’ipotesi, che per quanto coerente e logica, non è suffragata da alcun riscontro tangibile? Semplicemente con un atto di fede. Ma l’ufologia moderna non è come il Raelismo una confessione religiosa, non riconosce gli ufo come una sorta di deus ex  machina, non si occupa di diffondere messaggi e profezie. Il fine dell’ufologia è soltanto la ricerca scientifica. Con serietà e passione, con pazienza certosina e senso critico, catalogando casi e seguendo specifici criteri di indagine. E, se nel fare questo, si ci imbatterà in racconti assurdi, in personaggi forse discutibili, in scenari apocalittici, allora, l’ufologo dovrà ascoltare, registrare, analizzare e, infine, formulare delle ipotesi. Come in qualsiasi altro caso. L’aspetto che maggiormente colpisce nel messaggio di Rael è sicuramente la descrizione degli Elohim. Gli alieni sono, a tutti gli effetti, umani, solo un po’ più piccoli. Nella classificazione dell’americano Brad Steiger troveremmo alcune somiglianze con i cosiddetti Beta-2 che peraltro sono descritti come decisamente ostili "gli uomini in nero!". Più simile la tipologia dei Tecnici (classe T) appartenenti al Gruppo C "umani nati sulla terra alterati geneticamente" nella classificazione di Richard Butler. In quest’ultimo caso si tratterebbe di meri esecutori di ordini. Ipotizzando che l’esperienza di Rael sia comunque genuina questa è l’unica possibilità per un lavoro costruttivo, vista la totale assenza di altri indizi probatori.

I raeliani affermano che entro il 2020 “Loro” arriveranno. Nell’attesa forse è meglio tornare ad occuparsi di Meier.

 

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