INTERFERENZE ALIENE
Gli Alieni hanno accompagnato l'Uomo dalla sua alba…e il nostro addotto renderà gloria a Dio… (sper. genetica scritta nel 600 a.C) esistono importanti studi sulle antiche scritture (1) che analizzano la possibilità che gli alieni abbiano visitato il nostro mondo prima che noi fossimo in grado di accorgercene o prima che gli storici scrivessero la storia così com'è oggi. Religioni costruite ad hoc, mondi scientifici costruiti in totale assenza di alieni, tradizioni e testi antichi purgati da strani racconti che possano far pensare che le cose non sono come ce le raccontano.
E le testimonianze antiche sono lì, ferme, immobili in attesa di essere interpretate. Guai però a dire che le civiltà egiziane potrebbero aver avuto a che fare con interferenze aliene, guai a sostenere che in America Latina, nella penisola dello Yucatan, le razze precolombiane avevano conoscenze di natura estremamente sofisticata riguardanti la posizione delle stelle nel nostro firmamento.
Cosa dire delle antiche leggende irlandesi che parlano degli dèi venuti dallo Spazio che insegnavano ai terricoli le più banali arti, quali la coltivazione dei cereali o la costruzione di acquedotti. A chi appartengono i cadaveri di tre esseri giganti, alti più di tre metri, che il lama Lobsang Rampa racconta di aver visto in un antico convento tibetano, custoditi segretamente e riconosciuti come gli antichi giganti, appunto, abitanti della Terra prima del diluvio universale?
E sono figli delle stelle gli angeli cui fa riferimento il sesto capitolo del libro etiopico di Enoch, nel riferire di quella razza di Vigilanti, successivamente distrutta col diluvio da Dio? I progenitori di questa stessa razza, gli angeli caduti (ma noi diremmo dissidenti) saranno poi relegati in una prigione spaziale fatta di nove brillantissime stelle. Non a caso il libro di Enoch è considerato apocrifo perché, vero o falso che sia, ha un contenuto imbarazzante per la Chiesa Cattolica.
E' verosimile che gli esperti del
settore siano stati influenzati dalla loro cultura e nozioni nel tradurre e
decodificare: è la ruota della Storia, che porta l'uomo ad interpretare gli
avvenimenti che lo circondano a suo favore ed ovviamente a sfavore degli
avversari politici, militari e religiosi. Ci sono però opere che, una volta
tradotte, ci appaiono chiare nei loro contenuti e simbolismi. Dall'Apocalisse
apocrifa...Leggendo alcuni passi dei testi apocrifi del Vecchio Testamento le
cose appaiono proprio come la storia ufficiale oggi non vuole ammettere e cioè
che gli alieni non solo ci sono, ma ci sono sempre stati! Questo è il caso
dell'Apocalisse apocrifa del profeta Baruk che piangendo sulla prigionia di
Gerusalemme, stava presso il fiume Kibron, quando anche Abimelech fu salvato
dalla mano di Dio nei possedimenti di Agrippa. Egli sedeva presso le bellissime
porte ove aveva sede il Santo dei Santi...
Così comincia la narrazione di Baruk, al quale, mentre si chiedeva come mai Dio
permettesse al re Nebukadneazar di invadere la sua città, apparve un angelo
mandato dal Signore con il compito di mostrargli i misteri del cosmo "...suvvia
dice l'angelo ...ti mostrerò i segreti di Dio". La storia che segue ha
dell'incredibile, di sapore pressoché contattistico. Baruk è il Kenneth Arnold
di 2.600 anni fa. Baruk vede macchine volanti, satelliti artificiali e razze
aliene, ma lasciamo a lui il racconto...
Il primo cielo
Egli mi condusse dove il cielo è fortificato e dove c'era un fiume che nessuno
poteva transitare... poi mi condusse al primo cielo dove esisteva una porta
grande e possente e mi disse "passiamo attraverso di essa" e noi entrammo come
portati da ali percorrendo un tragitto di circa trenta giorni di viaggio. E mi
indicò una pianura nel cielo e su di essa abitavano uomini con il volto di
bambini altri avevano corna come cervi ed altri ancora piedi come capre e
fianchi come agnelli...
Baruk chiede chi siano queste entità e l'angelo dice che si tratta di quelli che
volevano costruire la Torre di Babele, a Dio sgradita e quindi sono stati
relegati in questa strana pianura. L'interpretazione del passo è importante.
Baruk vede personaggi diversi, tra cui anche esseri simili a bambini: intendeva
creature piccole e macrocefale? Altri esseri hanno fattezze diverse dalle
nostre. Cosa sono le ali che portano Baruk a passare la strana porta che lo
conduce al primo cielo (noi oggi diremmo alla prima orbita, visto che il Sole
abita il terzo cielo di questo racconto)?
Il secondo cielo
Poi l'angelo mi prese e mi portò al secondo cielo e mi indicò anche qui una
porta simile alla prima e mi disse "passiamo attraverso di essa" e poi
percorremmo, sollevati da ali, un tratto di cammino di circa sessanta giorni.
Qui sono vere e proprie ali che portano Baruk in volo verso un'altra pianura.
Baruk descrive le cose con i nomi che conosce: un posto piatto nello Spazio,
dove qualcuno abita, viene detto pianura ed una qualsiasi cosa che vola ha le
ali e deve essere un uccello. Qui Baruk vede altri Alieni che avevano il volto
come i cani e i piedi come i cervi, ed anch'essi (razze diverse) avevano avuto a
che fare con la costruzione della Torre di Babele e anzi ne erano stati gli
ideatori. L'angelo spiega che tali esseri avevano costruito una grande torre per
raggiungere Dio e, preso un grande trapano, avrebbero traforato il cielo per
vedere cosa c'era dall'altra parte. Dio, irato, li confuse e li disperse. Si
tratta di allegorie di macchine volanti, ma ciò era contrario a quel Dio
creatore che aveva altri interessi, forse il dominio incontrastato del teatro
stellare?
Il terzo cielo
E io Baruk dissi "ecco o Signore mi hai già fatto vedere cose grandi e
meravigliose..." e l'angelo mi disse "suvvia entriamo" ed io con l'angelo
proseguii da quel luogo per un tratto di circa centottantacinque giorni di
cammino.
Ecco descrizioni tanto chiare da non richiedere un'interpretazione soggettiva.
E lui mi mostrò una pianura ed un serpente lungo circa centottanta pletri (circa
sei chilometri) e mi mostrò l'ade il cui aspetto era oscuro ed orribile.
L'ade è dunque buio e nell'ade c'è una macchina (?) lunga sei chilometri. Nel
terzo cielo fra breve incontreremo il Sole, quindi siamo nello Spazio. Baruk
chiede all'angelo particolari sull'ade e sul drago di sei chilometri che beve un
braccio di mare senza che questo si consumi. Il mare va anch'esso inteso come
spazio profondo. Il drago mangia lo spazio ma non lo consuma, se ne nutre ma lo
rigetta.
Ti sottopongo ancora una domanda, Signore. Come mi hai detto che il drago beve
un braccio di mare, così dimmi anche quanto è grande il suo ventre... e l'angelo
rispose "il suo ventre è l'ade ed è grande quanto una palla di piombo lavorata
da trecento uomini".
Il profeta ci restituisce l'idea di una macchina, il drago, che abbia al suo
interno qualcosa che assorba l'ade, lo spazio profondo, ma che non lo consuma e
che è il motore del drago, il suo ventre, grande come una palla di cannone. Ci
intendiamo poco di buchi neri e di altre singolarità spaziali, ma questa sembra
proprio la descrizione di un buco nero all'interno della macchina volante.
E l'angelo mi prese e mi portò la dove sorge il Sole e mi mostrò un carro con
quattro ruote, sotto il quale fiammeggiava il fuoco, sul carro stava un uomo che
portava una corona di fuoco. Il carro fu messo in movimento da quaranta angeli.
E forse la macchina che per alcuni ha portato
Ezechiele nello Spazio? Ma ora
viene il bello...
Ed ecco un uccello volava veloce intorno al Sole ed io chiesi all'angelo: "cos'è
quell'uccello?" Egli mi rispose "questi è il guardiano dell'orizzonte" ed io
chiesi: "fammelo sapere" e l'angelo mi disse "questo uccello corre intorno al
Sole e quando distende le ali intercetta i suoi raggi che sono simili al fuoco.
Se infatti essi non fossero intercettati, non resterebbe in vita né il genere
umano né alcun altro essere vivente ma Dio ha provveduto al compito proprio con
questo uccello". E quello stese le sue ali ed io vidi sulla sua ala destra
alcune enormi lettere, tanto grandi quant'è lo spazio occupato da un'aia che
possa contenere quattromila moggi. Ed erano lettere d'oro e l'angelo mi disse:
"leggi" ed io lessi e dicevano così: Non mi produssero né la Terra né il cielo,
mi produssero invece le ali di fuoco.
Soffermiamoci sulla descrizione di Baruk di questo uccello che possiede ali che
sono pannelli solari o qualcosa di estremamente connesso. C'è persino, sulle ali
semoventi e retrattili, classiche di alcuni nostri satelliti, il marchio di
fabbrica stampato a lettere d'oro che sembra dire... non sono terrestre. Gli
angeli chiamano il loro satellite il guardiano dell'orizzonte, come accade con i
nostri satelliti chiamati Uccello del mattino o Intruso. Si parlerà in seguito
di questo corpo celeste come della mitica Fenice.
…e l'angelo disse: "ascoltami Baruk! Tutto ciò che ti ho mostrato sta nel primo
e nel secondo cielo mentre nel terzo cielo c'è il Sole ma ora attendi e vedrai
la gloria del Signore. Mentre parlavo così con lui vedo l'uccello, e diviene
visibile di fronte a me e cresce sempre di più ed infine diviene completamente
visibile e dietro di lui vedo il Sole brillare e con lui gli angeli che lo
tirano ed una corona brillare, una visione cui non possiamo rivolgere gli occhi
per fissarla.
Contemporaneamente, mentre il Sole brillava e la Fenice estendeva le sue ali...
io scappai sbigottito ma l'angelo mi disse: "non temere Baruk, e potrai vedere
anche il suo tramonto".
Appare evidente che la cosiddetta Gloria del Signore altro non è che una grande
macchina volante, spinta da un motore che produce molta luce, tanta da impedirne
la vista. Baruk viene portato ad Occidente, dove questa volta assiste al
fenomeno della Fenice che si avvicina nuovamente verso di lui e che, appena
passata nella zona in ombra (siamo in orbita attorno alla Terra), riavvolge le
sue ali (i pannelli solari) e vengono alcuni angeli a togliere la corona
fiammeggiante dalla testa della Fenice. L'angelo infatti spiega che la corona si
è sporcata e deve essere cambiata tutti i giorni perché si è contagiata con
certi raggi (cosmici?). Poi a Baruk viene mostrata la Luna (sembra di assistere
al Tour spaziale della NASA).
Il quarto cielo
E l'angelo mi condusse nel quarto cielo ed io vidi una pianura uniforme ed in
mezzo ad essa uno stagno pieno d'acqua. E vi era una gran quantità di uccelli di
ogni tipo, ma non erano simili a quelli della Terra (ovviamente n.d.a.). Ma vidi
una gru delle dimensioni di un grosso vitello ed io chiesi all'angelo: "che
pianura è questa e cos'è questo stagno e questa gran massa di uccelli che gli
stanno intorno?" L'angelo rispose: "ascoltami Baruk, la pianura che circonda lo
stagno e tutte le altre cose straordinarie che sono in essa sono il luogo dove
le anime dei giusti vanno quando si radunano per vivere insieme in gruppi.
L'acqua poi è quella che ricevono le nuvole per farla piovere sulla terra
(Vapore?)... e gli uccelli sono coloro che cantano in continuazione le lodi del
Signore (altri satelliti artificiali per le telecomunicazioni?)
"Oh Signore, come possono gli uomini dire che l'acqua che piove sulla Terra
proviene dal mare?" E l'angelo disse: "L'acqua che piove giù proviene dal mare e
dalle acque che sono sulla Terra quella invece che produce la crescita dei
frutti, proviene unicamente da questa qui. Sappi inoltre che da essa proviene
anche quella detta rugiada del cielo".
In questo luogo dunque c'è un'acqua particolare, che non è acqua ma una strana
linfa vitale, una corrente che tiene in vita le anime dei giusti (vedremo fra
poco cosa si intende per giusti). Se questo luogo non fosse così tecnologizzato
si potrebbe dire che siamo in un paradiso extraterrestre.
Il quinto cielo
E l'angelo mi prese di lì e mi condusse in un quinto cielo.
La porta era chiusa. Dissi: Oh Signore! Questa, porta non verrà aperta così che
possiamo attraversarla? E l'angelo mi disse "Noi non potremo avanzare finché non
giunga Michele che conserva le chiavi del regno dei Cieli ma tu attendi e potrai
vedere la Gloria di Dio. E si ebbe un rombo violento.
La Gloria di Dio si manifesta con un forte rumore e Michele scende per
accogliere le preghiere degli uomini. Si punta l'attenzione su qualcosa che
scende ma… se fossimo nello spazio aperto, ciò non avrebbe significato, in
quanto non esiste un verso alto ed un verso basso: nello Spazio tutto è
relativo. Ma chi vede e descrive le cose ha un suo punto d'appoggio, una sua
gravità di tipo artificiale. L'altro interessante particolare è la presenza di
rumore. Nello Spazio il rumore non si può propagare: se si percepisce rumore si
deve essere in una stanza chiusa e separata dallo spazio profondo e tale stanza
deve essere riempita di un fluido, un'atmosfera che permette alle onde sonore di
espandersi. E anche al di là della porta ci deve essere atmosfera, altrimenti
non si sentirebbe il frastuono prodotto dalla venuta di Michele; non è infatti
la porta che si apre a far rumore, ma qualcosa che si muove dietro di essa.
Ed ecco si sente una voce. Si aprano le porte! E si udì uno stridore forte come
il rombo del tuono e venne Michele e l'angelo che mi accompagnava gli andò
incontro.
L'angelo accompagnatore appare subalterno di Michele che è venuto per
raccogliere i cesti pieni di fiori presi ai giusti. Tali fiori sono le
sofferenze dei giusti. Si scopre che ci sono altri angeli che invece non hanno
raccolto niente, perché gli uomini a cui badavano per estrarre le sofferenze non
erano giusti e rimanevano dunque a mani vuote. Michele ha una scodella molto
grande... profonda come la distanza tra cielo e Terra e larga quanto la distanza
tra nord e sud, dove mette le cose che sono state estratte dai giusti. Giusti in
che senso? Che fanno le cose giuste? O che sono fisicamente giusti a livello
biogenetico? Ad un certo punto della narrazione Michele ritorna dietro la porta,
che si richiude e si sente il solito rombo. E Michele va a consultarsi con Dio
per sapere cosa fare degli uomini da cui non è stato estratto niente. Poi
l'arcangelo ridiscende nel quinto cielo, si riapre la porta e gli uomini giusti
verranno conservati e curati così come quelli che sono semigiusti, che nel tempo
si spera migliorino, ma quelli non giusti verranno eliminati attraverso i
sistemi peggiori, tra cui guerre, carestie ed epidemie. Sarebbe dunque una
scelta genetica, quella praticata da Michele, peraltro raccontata come una
scelta basata sulla bontà? Non si tratterebbe allora di bontà d'animo, ma di
bontà genetica. Esisterebbero uomini buoni per avere dei frutti che Michele
porta al cospetto di Dio mettendoli in questa strana scodella molto grande (un
UFO?) e uomini non adatti, che nel tempo dovrebbero essere eliminati. Se questo
non si chiama razzismo esobiologico allora cos'altro è?
Baruk ha visto tutto e l'angelo lo riaccompagna sulla Terra.
Quando fui di nuovo in me… continua la storia ed il nostro addotto renderà
gloria a Dio. L'espressione "quando fui di nuovo in me" fa pensare allo stato
confusionale degli addotti al termine della loro esperienza, mentre supporre che
Baruk abbia sognato e che tutto il racconto sia frutto della sua fervida
fantasia appare poco probabile, data l'esattezza tecnica di alcuni particolari,
pur raccontati con le parole di un uomo che non aveva mai visto macchine volanti
aliene.
La nostra interpretazione del testo non deve apparire forzata. Si vuole
piuttosto mettere in evidenza il meccanismo di interpretazione storicistico,
cioè relativo al momento storico in cui esso avviene, in quanto dipendente dai
prerequisiti che gli interpretatori possiedono. Così questo testo interpretato
cento anni fa sarebbe stato visto come una visione mistica di Baruk, ma nel
2000, dopo la conoscenza di satelliti artificiali, dopo la comprensione parziale
del problema UFO, dopo le esperienze degli addotti, dopo tutto questo,
un'interpretazione alternativa è d'obbligo.
Morale della favola
Se le cose stanno veramente così, ci troviamo di fronte ad un'altra conferma
della sperimentazione genetica che una razza aliena, forse i nostri creatori,
stanno eseguendo nei nostri confronti da centinaia, o migliaia di anni ed il
dilemma è: sperare di essere non biologicamente adatto agli alieni e quindi
essere eliminato dal razzismo esobiologico? O sperare di essere adatto ai nostri
Creatori e quindi subire, a nostra insaputa, le Abductions ed essere contento?
A voi la scelta.
Fonte: Dossier ALIENI n. 15 (Novembre Dicembre 1998)