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 RICOSTRUZIONE

Descrizione:  La struttura, che sviluppa ca. 30 mq di superficie, ha pianta quadrangolare, orientamento ovest-est e ingresso a ovest, cioè verso monte. L’altezza massima del muro è di m 2,5.

L'eccezionale stato di conservazione della casa antica ne ha permesso la ricostruzione in scala reale, nei pressi della struttura originale.  L’edificio è posto in Via Quarrata, in un’area recintata visitabile su richiesta, immediatamente a settentrione di quello antico.
Tale ricostruzione è stata inserita in un progetto di musealizzazione e di sistemazione a verde dell'area dello scavo, realizzato dall’Ufficio di Protostoria della Soprintendenza Archeologica di Roma, in collaborazione con il Comune di Roma.

Il muro

Il muro è stato ricostruito, sulla scorta dei dati antichi, utilizzando l’impasto di argilla e paglia (pisé) rinforzato da pali del diametro di circa 10 centimetri , inseriti verticalmente e posti alla distanza di circa un metro l’uno dall’altro.
 

Lo spessore del muro, di circa 40 centimetri, risulta leggermente maggiore rispetto a quello dei muri dell'edificio antico. La superficie, molto irregolare, è stata rifinita con un sottile strato di argilla lisciata. La foto mostra la realizzazione del muro nella fase in cui l’impasto di argilla e paglia è pressato all’interno della cassaforma. Sulla superficie esterna del muro sono state realizzate delle decorazioni geometriche utilizzando un pettine con denti di ferro. I motivi sono ispirati a quelli presenti sulla ceramica dell’età del Ferro medio-tirrenica.

 Il tetto

Il tetto è sorretto da pali di castagno, 4 all'interno e 17 all'esterno. Nella ricostruzione i 4 pali centrali sostengono superiormente, con un telaio di pali orizzontali, i correnti inclinati fissati inferiormente sui pali esterni. File di pertiche orizzontali parallele fissate al di sopra servono da supporto per la copertura vegetale. Il tetto è stato realizzato disponendo le fascine di canne di palude in filari a partire dal basso. Due aperture triangolari aperte al colmo assicurano l’illuminazione e la fuoriuscita del fumo. Per la ricostruzione del tetto, in assenza di dati archeologici conservati in modo diretto, sono state utilizzate come modello le urne cinerarie fittili a forma di capanna caratteristiche dell’età del Ferro medio-tirrenica, oltre a calcoli che ne ipotizzano lo sviluppo in proporzione alle parti conservate.

L'arredo interno
All’interno della capanna sono stati collocati alcuni recipienti che riproducono quelli trovati in frammenti sul piano pavimentale. Si tratta di due grandi dolii della capacità di oltre 250 litri l’uno che probabilmente contenevano olio, di uno di minori dimensioni (ca. 44 litri) e di un quarto della capacità di quasi 12 litri, parzialmente interrato, che in origine conteneva argilla. I vasi sono stati ricostruiti da G. Pulitani con la tecnica della foggiatura a cercine utilizzata nell’età del Ferro, partendo dal fondo del vaso e realizzando le pareti con nastri sovrapposti. La superficie del vaso è stata lisciata successivamente alla foggiatura. Dopo l’essiccazione, che deve avvenire in condizioni di umidità controllata per evitare la formazione di crepe, i vasi sono stati sottoposti a cottura. La cottura è avvenuta in una fornace rudimentale costituita da una calotta di argilla con foro per l’uscita del fumo e una porta per consentire l’aggiunta del combustibile. Al centro dell'ambiente è stato ricostruito un focolare quadrangolare di argilla. Le piramidi fittili forate, uguali a quelle rinvenute sul piano pavimentale, dovevano fungere da sostegno di alari verosimilmente analoghi a quelli ricostruiti basandosi su confronti di esemplari conservati come elemento di corredo in tombe dello stesso periodo. I letti, collocati nella porzione della casa da cui provengono carboni lignei in abbondanza, sono stati ricostruiti sulla base di raffigurazioni dell’età del Ferro bolognese.