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 RITROVAMENTI

LOCALIZZAZIONE

Tra i diversi resti di questa zona il rinvenimento più noto è quello relativo ai resti di una casa in eccezionale stato di conservazione, individuata e scavata al margine settentrionale del pianoro, poco al disotto della sommità.

Nell’immagine sono visibili i buchi in cui erano collocati i pali che sorreggevano il tetto e i grandi contenitori (doli) ricomposti durante il cantiere di scavo.

 

 

 

 

 

 

I resti dell'edificio sono stati in parte lasciati in posto, coperti e interrati a circa 3 metri di profondità. La serie di tronchi d’albero, collocati nel giardino di Via Quarrata al di fuori dell’area recintata, indica la posizione originale dei pali di sostegno del tetto, mentre il perimetro del muro è indicato da un nastro color marrone con andamento corrispondente.

GLI SCAVI

Introduzione

La casa è stata scavata dal Servizio di Protostoria della Soprintendenza Archeologica di Roma tra il 1986 e il 1993.
La sua posizione, sul margine della collina all’imboccatura di una piccola valle, ha determinato consistenti fenomeni di erosione e, da quanto si è potuto constatare nel corso dello scavo, il crollo dell'angolo NE della struttura, poi ricostruito in posizione più arretrata; inoltre la sua metà sud-orientale, che poggia sullo strato di argilla di base in corrispondenza della parte più a valle dell'area, ha subito una progressiva leggera inclinazione in direzione del pendio, cioè verso nord-nordest.

Elementi strutturali

La casa è stata distrutta da un violento incendio che ha permesso la conservazione di molti elementi strutturali. Il rilievo mostra la pianta rettangolare (m 6,20x5,20), con una superficie abitativa di ca. 30 mq con orientamento est-ovest, ingresso a ovest preceduto da un portico, e una superficie interna di circa 30mq.

La tecnica utilizzata per costruire le pareti è il pisé di terra (argilla impastata con acqua, ceramica tritata e paglia, pressata in casseforme di tavole di legno) con una struttura interna di pali verticali. In alcuni tratti il muro si è conservato per circa 20 centimetri di altezza.

Talvolta sono visibili le tracce dei pali che costituivano l’armatura della parete. Una fila continua di pali di quercia che seguono tutto il perimetro esterno del muro (n.4 nel rilievo) e quattro pali portanti interni (n.14 nel rilievo) sostenevano il tetto, a quattro spioventi.

Talvolta è visibile l’avanzo carbonizzato del palo conservato nelle buche all’esterno.

Sul lato a monte, una fila di pali (n.8 nel rilievo) pertinenti a una fase più antica, forse riutilizzati per sorreggere una palizzata semicircolare e una banchina (n.1 nel rilievo) alla base delle pareti proteggevano dalle acque e dai materiali dilavati provenienti dalla sommità.

Al centro dell'ambiente interno era conservato il focolare (n.15 nel rilievo) con una serie di alari di argilla.

Nella foto sono visibili gli alari di argilla (n.11 nel rilievo) consolidati durante lo scavo.

La metà nord era utilizzata come magazzino: la occupavano tre grandi vasi per derrate (dolii).

Un vaso più piccolo, rinvenuto colmo di argilla, era interrato nel pavimento.

Sono stati anche trovati resti di arredi in legno di olmo: probabilmente mobili o letti, all'estremo est, una passerella in corrispondenza dell'ingresso.

Dall'angolo sud-est vengono i resti calcinati di un gatto domestico, il più antico finora noto nell'Italia centrale.

 

(rif. sito Ministero Beni Culturali)